Kenya: continua la pratica della mutilazione genitale


Redattore Sociale


Nonostante una legge ad hoc, l’applicazione della norma diventa una sfida coi genitori che cospirano con i circoncisori. Le ong propongono riti di passaggio alternativi.


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circoncisione

Dorcas Chepngetich è appena uscita dall’adolescenza ma a 15 anni è già madre. Mentre culla il suo bambino di tre mesi, ancora ricorda vividamente il giorno in cui i genitori la presero da scuola, e organizzarono per lei una circoncisione prima di costringerla a un matrimonio combinato.
Questa è la triste realtà che colpisce ragazze povere in alcune parti della provincia della Rift Valley, dove la mutilazione genitale femminile (Mgf) è ancora dilagante nonostante il divieto del governo. Il caso di Dorcas si verifica in altre parti della provincia, dove le comunità pastorali si sono rifiutate di abbandonare l’antica tradizione. Di conseguenza, le ragazze vengono costrette a lasciare la scuola e a sposare uomini anziani che sono disposti a offrire mandrie di bestiame in dote. Poiché la maggior parte dei genitori qui sono poveri, cercano qualsiasi opportunità per ricevere bestiame da un pretendente. Essendo pastori, vengono considerati ricchi se possiedono molto bestiame. “La comunità crede che una ragazza non sia mai pulita e non possa sposarsi finché non viene circoncisa”, lamenta Lina Kilimo, che è fuggita dal villaggio quando era giovane dopo essersi rifiutata di venire circoncisa, ammettendo che non avrebbe mai ricevuto un’educazione adeguata se fosse rimasta nel villaggio. Fa appello ai genitori affinché si attengano alla legge e lascino che i figli godano della propria libertà.

La Mgf, che implica la rimozione di tutte le parti dei genitali femminili, è stata considerata antigienica dal punto di vista medico. Oltre a negare alla vittima la possibilità di provare godimento durante il rapporto sessuale, porta anche a complicanze durante il parto. Si sa inoltre che alcune delle vittime hanno sanguinato fino a morire dopo essersi sottoposte alla mutilazione, che viene di solito praticata da addetti tradizionali.
É su questo sfondo che il governo ha reso illegale la Mgf nel Decreto sui crimini sessuali, nell’Atto per l’Infanzia del 2001 e nella Costituzione del Kenya del 2010. Il Kenya è anche firmatario di varie convenzioni internazionali sui diritti dei bambini, inclusa la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia del 1989 (Uncrc) e la Carta Africana sui Diritti e il Benessere dell’Infanzia (Acrwc).
Sebbene il governo abbia fatto del suo meglio per proteggere i diritti dei bambini, l’applicazione della legge diventa una sfida coi genitori che cospirano con i circoncisori per portare avanti la pratica di nascosto.

Da parte loro, ong locali e internazionali che lavorano nelle comunità colpite si sono inventati dei riti di passaggio alternativi per far sì che le ragazze rimangano a scuola. Sebbene queste iniziative siano state accettate in alcune comunità, altre le hanno semplicemente ignorate, affermando che nessuno dovrebbe ordinare loro cosa fare con i propri figli. “Le sfide sono numerose ma dovremmo fare del nostro meglio per assicurarci che nessun bambino venga privato della propria libertà da pratiche tradizionali nocive”, sottolinea Naomi Shaban, ministro della Gioventù e delle questioni di genere.

In esclusiva da News from Africa
(Zachary Ochieng. Traduzione di Sara Marilungo)

Fonte: www.redattoresociale.it
17 dicembre 2012

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