Ottocentomila bambini in fuga


L'Osservatore Romano


Nella Repubblica Democratica del Congo, per sottrarsi alle violenze e agli abusi nel 2017 più di un milione di persone ha lasciato il proprio paese.


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Inter-ethnic conflicts, in the Provinces of Tanganyika and South Kivu, have displaced more than 1.3 million people. We estimate that almost 800,000 children are displaced. Some found themselves in makeshift camps such as around the city of Kalemie. Others sought refuge with host families. Children are the first victims of this violence.

Inter-ethnic conflicts, in the Provinces of Tanganyika and South Kivu, have displaced more than 1.3 million people. We estimate that almost 800,000 children are displaced. Some found themselves in makeshift camps such as around the city of Kalemie. Others sought refuge with host families. Children are the first victims of this violence.UN0156457.jpg

Ottocentomila bambini sono fuggiti dalle violenze nella Repubblica Democratica del Congo, dove molti sono vittime di abusi sessuali o reclutati come bambini soldato. È quanto ha denunciato l’Unicef in un comunicato pubblicato il 25 gennaio, secondo cui almeno 1,3 milioni di persone, fra cui appunto 800.000 bambini, sono sfollati nel 2017 a causa delle violenza interetnica e degli scontri fra l’esercito regolare, le milizie e i gruppi armati nelle province di Tanganyika e del Sud Kivu. In tutto il paese si sta verificando una delle crisi di sfollati più grandi al mondo, e i bambini sono nell’occhio del ciclone.

Un’inquietudine condivisa da Papa Francesco. Di recente il Pontefice ha evocato le «notizie preoccupanti che purtroppo continuano a giungere dalla Repubblica Democratica del Congo», rinnovando il suo «appello perché tutti si impegnino a evitare ogni forma di violenza». Da parte sua — aveva ribadito il Papa — «la Chiesa non vuole altro che contribuire alla pace e al bene comune della società».

La situazione è drammatica. «I bambini nell’est della Repubblica Democratica del Congo continuano a subire conseguenze devastanti, mentre ondate di violenza destabilizzano la regione» ha dichiarato Tajudeen Oyewale, rappresentante dell’Unicef nel paese. «Centinaia di migliaia di bambini nella regione non hanno più accesso ad assistenza sanitaria e istruzione, mentre molti hanno subito atrocità per mano dei combattenti. È una situazione semplicemente brutale per i bambini, e la fine sembra ancora lontana».

Osservatore Romano

29 gennaio 2018

 

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