Ban Ki-Moon: su intervento attendere Consiglio sicurezza


Misna


“Dobbiamo considerare l’impatto che un’azione punitiva avrebbe sugli sforzi per impedire altro versamento di sangue e facilitare una soluzione politica del conflitto”: Ban Ki-moon lo ha detto ai giornalisti rivolgendo un monito sui rischi di un intervento armato contro la Siria.


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“Dobbiamo considerare l’impatto che un’azione punitiva avrebbe sugli sforzi per impedire altro versamento di sangue e facilitare una soluzione politica del conflitto”: Ban Ki-moon lo ha detto ai giornalisti rivolgendo un monito sui rischi di un intervento armato contro la Siria nelle stesse ore in cui Barack Obama ha ottenuto il sostegno del leader repubblicano della Camera dei Rappresentanti, John Boehner.

Il segretario generale delle Nazioni Unite ha aggiunto che qualsiasi azione militare dovrà essere approvata precedentemente dal Consiglio di sicurezza, che ha esortato a superare l’impasse: “Chiedo ai membri di unirsi e stabilire una risposta appropriata nel caso in cui le accuse (sull’utilizzo di armi chimiche da parte di Damasco, ndr) si rivelassero vere…Questo problema supera il conflitto in Siria: si tratta della nostra responsabilità collettiva verso l’umanità” ha evidenziato il capo del Palazzo di Vetro. Ban ha anche insistito sulla necessità che “tutto sia trattato nel quadro della Carta delle Nazioni Unite”, ricordando che ai termini della Carta l’uso della forza è legale solo se uno Stato membro lo applica per difendersi o se il Consiglio di sicurezza lo approva.

In merito all’inchiesta dell’Onu sull’uso di armi chimiche da parte di Damasco, Ban ha riferito che campioni raccolti sul sito dove sarebbe stato condotto l’attacco del 21 agosto arriveranno oggi ai laboratori indicati per eseguire gli esami. La crisi siriana sarà oggetto di ampio dibattito al vertice del G20 in programma domani e venerdì a San Pietroburgo, ha detto ancora il segretario dell’Onu, ribadendo il suo impegno per convocare il prima possibile la conferenza Ginevra II, auspicata da tempo per delineare una transizione politica a Damasco, ma che finora non si è potuta organizzare.

Nelle ultime ore il segretario di Stato americano John Kerry è tornato a difendere l’importanza di un’azione militare per Washington per proteggere “i valori e la sicurezza nazionale” degli Stati Uniti che – ha detto al Senato – non vogliono essere “spettatori di un massacro”. Parlando ancora una volta di azione “limitata” per durata e portata, Kerry ha citato anche l’Iran, sostenendo che il mancato intervento della Casa Bianca incoraggerebbe Teheran.

Fonte: http://www.misna.org
4 settembre 2013

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