Sempre più killer tra i veterani di guerra


Corriere.it


Un’inchiesta del New York Times rivela l’aumento di omicidi da parte di ex soldati del 90% in 6 anni, per 3/4 reduci da Iraq e Afghanistan. Individuati 121 i casi, le vittime mogli e bambini.


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Sempre più killer tra i veterani di guerra

 

NEW YORK – Almeno 121 veterani di guerra dell’Iraq e dell’Afghanistan hanno commesso un omicidio dopo il loro ritorno a casa. Li ha contati il New York Times, rivelando che gli omicidi da parte di ex soldati in missione sono aumentati del 90% negli ultimi sei anni, dall’invasione dell’Afghanistan nel 2001, passando da 184 a 349. E in tre quarti dei nuovi casi (165) sono coinvolti proprio reduci dall’Iraq e dall’Afghanistan. In molti di questi casi, i traumi riportati durante il servizio all’estero e lo stress – con l’alcolismo e altri problemi di riadattamento familiare – fanno da sfondo alla tragedia. Tre quarti dei veterani coinvolti in casi di omicidio erano ancora militari quando hanno commesso i delitti, compiuti usando pistole in oltre la metà dei casi.

Né il Pentagono né il dipartimento alla Giustizia si sono interessati di questi delitti, che sono stati perseguiti non dalla giustizia militare ma dai tribunali civili degli Stati in cui sono accaduti.
Un portavoce dell’esercito ha detto che lo studio non offre un quadro completo della situazione. Circa 25 dei 121 casi di omicidio sono derivati da guida pericolosa o in stato di ubriachezza. La maggior parte degli omicidi non aveva precedenti ma in alcuni dei casi, aggiunge il Times, «il fatto che fossero di ritorno dalla guerra non ha in apparenza alcuna relazione con il crimine commesso».

13 gennaio 2008

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