Le cose cambiano se le cambiamo insieme!


La redazione


Don Luigi Ciotti e tante altre persone e associazioni hanno voluto mandare un messaggio per la Marcia #PerugiAssisi. Loro ci saranno, e tu?


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2011

 

“Tu puoi cambiare le cose”. Che bello questo appello all’impegno e alla responsabilità.
Il cambiamento nasce dal basso, ma nasce prima ancora “da dentro”, dai cuori e dalle coscienze.
Sono necessarie però – lo dico con umiltà e coscienza dei limiti – almeno tre condizioni.

Primo, le cose cambiano se le cambiamo insieme. La relazione e la concordia sono la premessa del bene, la divisione e la contrapposizione gli avamposti del male.
 
Secondo, dobbiamo camminare non solo un giorno all’anno, ma ogni giorno e ora della nostra vita. La pace è la fatica di costruirla, è il cammino fatto per raggiungerla, è l’impegno profuso per difenderla e diffonderla.
 
Terzo, la pace presuppone la giustizia, ma la giustizia oggi deve essere anche giustizia ambientale.
 
Non vanno più scisse, sottolinea Papa Francesco, sofferenze sociali e dissesti ambientali: il grido dei poveri è il grido della Terra asservita. Ecco allora che la costruzione di società più giuste – capaci di abolire le guerre e le violenze, di affermare la dignità, il lavoro, i diritti di tutti – comincia da una diversa etica dello stare insieme e dello stare al mondo, Casa che non vuole padroni e sfruttatori, ma fratelli solidali e figli riconoscenti.
Buon cammino!

13.9.2018

Per il Gruppo Abele e Libera,  d. Luigi Ciotti

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“Il gruppo Banca Etica aderisce e partecipa alla Marcia della Pace e della Fraternità 2018 da Perugia ad Assisi, perché riteniamo importante ricondurre la finanza e l’economia al servizio di uno sviluppo integrale e solidale delle nostre comunità, per una convivenza delle persone caratterizzata da un profondo senso della giustizia e della legalità, da un benessere diffuso, da un approccio nonviolento nella gestione dei conflitti, da un ecosistema sostenibile.
Sentire ed assumerci, in quanto cittadini, questa responsabilità economica e finanziaria da forza e speranza ad un futuro di pace per tutti”

Banca Etica

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“Riteniamo che le guerre non si possano “dimenticare” solo perché ne è scoppiata un’altra. L’impegno di chi marcia deve essere per una revisione della nostra presenza militare all’estero e per rafforzare semmai le missioni di interposizione dell’Onu. Infine marceremo in appoggio ad altre marce della pace, come quella che ha percorso 700 chilometri da Helmand a Kabul”
Emanuele Giordana,  per la Rete Afgana

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Sono sempre più numerosi i governi, in Europa e nel mondo, che attaccano l’Organizzazione delle Nazioni Unite e il suo sistema di Agenzie specializzate, che vogliono bloccare il funzionamento della Corte penale internazionale, che impediscono al Consiglio diritti umani di agire secondo il mandato conferitogli dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ostacolano il legittimo diritto all’autodeterminazione del popolo Palestinese, che bombardano popolazioni inermi. Questo comportamento irresponsabile costituisce un gravissimo attacco all’ordine mondiale creato all’indomani della seconda guerra mondiale con la Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Un ordine mondiale che ha nei principi del rispetto dei diritti umani, della cooperazione internazionale, del multilateralismo e della soluzione pacifica delle controversie internazionali il suo fondamento.
Per questo è importante partecipare alla Marcia per la Pace PerugiAssisi del 7 ottobre. Per dire no a chi vuole far prevalere la legge della forza sulla forza della legge. Per difendere le legittime istituzioni internazionali multilaterali senza le quali non c’è futuro per la governance mondiale democratica. Per promuovere la via istituzionale alla pace, una via fatta di dialogo, negoziato, cooperazione e, allo stesso tempo, di ferma difesa della legalità internazionale. Per difendere tutte quelle azioni di solidarietà e accoglienza che le ONG promuovono nel Mar Mediterraneo e nei territori di piccole e grandi Città. Per difendere la vita nel rispetto della dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali ed inalienabili. Per essere soggetti attivi e responsabili per l’effettività dei principi e delle norme del diritto internazionale dei diritti umani.

Marco Mascia, Direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova

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Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale – sottolinea e motiva l’impegno unitario delle34 associazioni aderenti, alla partecipazione attiva il 7 ottobre alla Marcia della Pace PerugiAssisi.
Siamo convinti che oggi sia necessario, più che mai, costruire concretamente la pace come uno stile di vita fraterna, unica alternativa ad ogni tendenza o forma di razzismo, di divisione, odio e guerra.
Noi del CIPSI, non marciamo “contro” nulla e nessuno, ma marciamo percostruire la pace: con tutti, per tutti e di tutti! Marciamo in nome dei diritti e dell’accoglienza. Nessuna forma di civiltà può prevedereprimi e secondi posti!  Per nessuno! Semplicemente, vogliamo vivere: insieme.
Oggi, siamo chiamati tutti a scelte concrete per la convivenza e il bene comune di tutti. Dobbiamo dire chiaramente che: divisioni, conflitti, odio, razzismo, sfruttamento, violazioni dei diritti, spese militari… non servono a garantire la Pace, ma servono solamente a creare ed alimentare povertà e sofferenza. Servono ad alimentare gli interessi di pochi, per prevalere su tanti!  
Proponiamo a tutti di lavorare insieme per uno sviluppo sostenibile a km0, dove “aiutarli a casa loro” è aiutare chiunque a vivere dignitosamente, con il pieno rispetto dei suoi diritti, nell’unica e sola casa che abbiamo: il nostro pianeta, che non è di nessuno, ma di tutti!

 

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Costruire la Pace dal quartiere all’ONU, abbiamo scritto. L’Italia che ripudia la guerra, similmente, è l’insieme delle istituzioni in cui si organizza la nostra società, a partire dagli enti locali. Il luogo in cui la città si riconosce, là dove ci si incontra e si parla delle opportunità che il nostro percorso civile ci ha consegnato non nascondendoci le difficoltà. Là dove bambini e ragazzi provenienti da diversi paesi spesso sconosciuti, giocano e studiano assieme, dove si può dialogare con persone qui giunte, spinte dal bisogno, guerra o povertà che siano. La Marcia della Pace, ecco a questo serve: per far incontrare chi la pace la fa e non si limita a invocarla. Per dare speranza usando la ragione.

Piero Piraccini, Tavola della pace

 

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La cosa che davvero mi affascina della Pace è che è possibile. Non è vero che sia utopia, non dobbiamo credere a chi dice che la Pace è un sogno. Noi sappiamo esattamente quali sono le ragioni che portano popoli e luoghi a perdere la Pace. Sappiamo che la mancanza di lavoro, di diritti, di equità e democrazia conducono inevitabilmente a conflitti non controllabili, alla guerra. Sappiamo anche che la cattiva informazione porta alla guerra. Possiamo misurare tutto, possiamo prevedere molto. Abbiamo gli strumenti per farlo, le conoscenze. Sappiamo esattamente come si potrebbero evitare ognuna delle 34 guerre in corso. Questo ci carica di una responsabilità precisa: lavorare ogni giorno, con i mezzi che abbiamo, per far diventare la Pace la nostra quotidianità, il nostro vivere normale. Lo dobbiamo fare come cittadini. Lo dobbiamo fare come giornalisti. Possiamo quindi trasformare il marciare ad Assisi in un piccolo passaggio verso questa banale, possibile, bellissima e nuova quotidianità

Raffaele Crocco, Atlante delle Guerre

 

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Pax Christi Italia aderisce e partecipa anche quest’anno alla Marcia per la pace Perugia – Assisi, 7 ottobre 2018.
Per sostenere la scelta della nonviolenza, della prevenzione dei conflitti e del disarmo come unica possibilità di sguardo al futuro dell’Europa e del Mondo intero.
Per chiedere la ratifica da parte dell’Italia del Trattato ONU perla messa al bando delle armi nucleari all’interno della campagna #Italiaripensaci.
Per esigere il rispetto della Legge 185/90 che proibisce la vendita di armi ai paesi in guerra e che violano i diritti umani. Con particolare attenzione alle armi vendute all’Arabia Saudite e prodotte in Italia, dalla RWM  a Domusnovas in Sardegna.
Per chiedere il rispetto delle convenzioni internazionali ed il dovere fondamentale ed inderogabile di salvare le vite in mare e aprire corridoi umanitari
Per bloccare l’ampliamento del regime della legittima difesa, con la relativa agevolazione alla diffuzione e al possesso di armi.
Per Chiedere l’approvazione della legge di iniziativa popolare per una difesa civile alternativa, che tuttora giace in Parlamento.
Promuovere un linguaggio di pace e di attenzione ad ogni persona umana denunciando l’escalation di linguaggi sempre più aggressivi nei toni e nei contenuti, non rispettosi né delle persone né dei valori costituzionali su cui la nostra società è costruita.
13 settembre 2018

Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia

 

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La pace e la non violenza si fondano sul rispetto dei diritti umani inviolabili e sulla solidarietà, garantendo la libertà e la dignità delle persone e dei popoli anche attraverso concrete politiche di sostegno e di inclusione.
Bisogna, dunque, creare le condizioni affinché in ogni luogo della terra si generino giustizia sociale e sviluppo, altrimenti la pace resta solo una semplice intenzione.
Percorrere questa strada, ciascuno secondo le proprie responsabilità, è un impegno fondamentale per ogni persona e per ogni nazione che, peraltro, deve diventare un tutt’uno con le politiche per l’ immigrazione e l’accoglienza. Sono le guerre, infatti, una delle cause principali dei fenomeni migratori che, perciò, devono essere governati avendo chiara tale condizione.
Questi principi vanno affermati con la partecipazione e la coerente azione quotidiana. Ecco perché, anche quest’anno, la Uil ha deciso di aderire alla Marcia della Pace Perugia Assisi.

UIL NAZIONALE
Roma, 13 settembre 2018

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“L’ARCI parteciperà convintamente e numerosa, così come ha sempre fatto, alla PerugiAssisi del prossimo 7 Ottobre. Marceremo non solo per ribadire il nostro ripudio ad ogni guerra, così come sancito dalla Costituzione Italiana, ma anche per affermare che esiste un modo civile e solidale di convivenza, che vince paura e odio, che si oppone al razzismo”.

#PiùCulturaMenoPaura

FRANCESCA CHIAVACCI, PRESIDENTE NAZIONALE ARCI

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“Il sogno della pace cammina con le gambe di chi la costruisce giorno per giorno nell’accoglienza, nel dare voce a tutti i calpestati della storia, nella denuncia degli interessi economici che asserviscono gli Stati e le istituzioni pubbliche a vantaggio di pochi. La Marcia, per noi, è camminare a testa alta, resistere alle barbarie, anticipare l’alba di un tempo di giustizia e pace”.

DON ARMANDO ZAPPOLINI, PRESIDENTE CNCA 

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“Il 7 ottobre marcerà l’Italia antifascista e democratica. Una risposta forte e larga a chi, con scienza e incoscienza, è impegnato a porre ostacoli quotidiani ai diritti umani e alla civile convivenza. L’ANPI sarà presente con folte delegazioni da tutta Italia”.

CARLA NESPOLO, PRESIDENTE NAZIONALE ANPI 

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LA MARCIA E’ DI TUTTI E PER TUTTI
Con la lungimiranza che ha contraddistinto il suo impegno civile, Aldo Capitini ci ha lasciato in eredità una tecnica nonviolenta capace in un largo fronte che sappia ripudiare la guerra e la violenza, a partire del rifiuto delle armi, delle spese militari, degli eserciti, che le guerre preparano e rendono possibili. La Marcia ha senso solo se mette in moto onde che vanno lontano, se avvia campagne e iniziative nel segno della nonviolenza.
E’ la nonviolenza capitiniana che ancor oggi ci convoca.
Vogliamo metterci in cammino, l’uno a fianco dell’altra, senza ritualità, particolarismi e personalismi, per rimanere l’obbiettivo della Costituzione della Pace con mezzi pacifici al primo punto dell’agenda politica.
Oggi la politica fomenta l’odio, il governo incita il cittadino alla difesa armata fai-da-te. L’alternativa a questo precipizio di civiltà è il disarmo: disarmare il pensiero le parole, disarmare le azioni. La nonviolenza è la risposta necessaria, capace di moltiplicare gli anticorpi che possono prosciugare il brodo di coltura nella quale stanno proliferando i batteri dell’ignoranza, dell’egoismo, del fascismo. La Marcia Perugia Assisi del 2018 può essere la prima risposta forte, corale, di tutti, al governo che calpesta i diritti e promuove la xenofobia. A chi sparge odio e paura rispondiamo con il coraggio.  Della resistenza civile. A chi innalza muri e ripristina confini rispondiamo con la fratellanza tra i popoli.

Mao Valpiana, presidente MOVIMENTONONVIOLENTO

 

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Non sarà una marcia rituale. L’intreccio perverso di guerra e fame povertà disuguaglianze vittime civili migranti competizione crescente per accaparrarsi petrolio e gas desertificazione e disastri ambientale produce un coacervo micidiale fatto di stragi e tragedie. Ed oggi si aggiunge un nuovo tassello. Tutto ciò trova un drammatico riscontro nella guerra ai poveri fatta ai nostri confini nel Mediterraneo, nella crescita esponenziale di episodi di intolleranza e vero e proprio razzismo nei nostri territori, nella violenza e nella disumanità che invadono il linguaggio, i social media e una parte dell’azione pubblica, che dicono che oggi guerra e violenze sono nei nostri territori, a casa nostra. Per la gravità della situazione e la complessità dei nodi che stanno venendo al pettine, pensiamo sia indispensabile portare alla Marcia del 7 ottobre la voce di tutti coloro che lottano per un’Europa e un’Italia solidale pacifica e accogliente.
Ripartiamo da un fatto. Oggi ci sono quattro grandi emergenze da cui dipende il nostro futuro: l’aumento delle disuguaglianze , la pace, il clima, le migrazioni. La novità sta proprio qui, teniamo insieme queste emergenze per costruire un immaginario nuovo e positivo, per rovesciare il piatto di chi specula sulla paura e dare speranza costruendo un nuovo movimento.

STEFANO CIAFANI, PRESIDENTE LEGAMBIENTE

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IRIAD alla Marcia della pace Perugia-Assisi 2018
La spesa militare mondiale è giunta nel 2017 a 1.739 miliardi di dollari, mentre nel 2007 si era a 1.460. Il commercio mondiale ha toccato i 31 miliardi di dollari nel 2017, mentre nel 2007 non si arrivava neppure a 27. Nel XXI secolo sono oltre 50 le aree di crisi e di conflitto nel mondo. I cambiamenti climatici con la desertificazione e la crescente penuria di acqua colpiscono in misura differenziata, ma comunque diffusa all’intero pianeta, costringendo in alcune aree le popolazioni a esodi di massa.
L’Italia si classifica tra i primi esportatori di armi al mondo, indirizzandone nel 2017 il 57,5% verso paesi extra NATO-UE e in particolare il 48,79% proprio verso le aree instabili del Medio Oriente e del Nord Africa, tra cui ingenti carichi di bombe d’aereo all’Arabia Saudita per la guerra nello Yemen.

Le risposte dei paesi ricchi appaiono essere quelle da un lato di ricerca di sicurezza militare con armi sempre più nuove e potenti (dai droni alle armi autonome LAWS), dall’altro di chiusura, fondata su un diffuso nazionalismo isolazionista che sta mettendo in crisi tutte le organizzazioni internazionali, dall’ONU all’UE.
Per questo l’istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo IRIAD aderisce alla marcia Perugia-Assisi 2018 in quanto momento pubblico di manifestazione di una forte volontà di pace della società civile.

Maurizio Simoncelli, vicepresidente

 

 

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La partecipazione alla Marcia per la Pace Perugia-Assisi per il mondo Acli è un appuntamento molto importante. Quest’anno vorremmo ricordare l’Europa, la vera sfida che coinvolgerà la nostra società e non solo perché nella primavera questioni che richiama, prima tra tutte quella dei migranti. Partecipiamo alla marcia per la pace per costruire insieme un’Europa più solidale, dove il welfare sia forte e risponda alle vere necessità di ogni uomo, cittadino o migrante.
Crediamo infatti che i veri temi della pace e della solidarietà che la marcia Perugia-Assisi porta avanti fin dalla prima edizione non possano prescindere dall’Europa, come l’avevano pensata i nostri padri fondatori, un Europa aperta e solidale che abbia il coraggio di costruire ponti e non muri. Oggi un’Europa forte e solidale è anche una garanzia per la pace.

ROBERTO ROSSINI, PRESIDENTE NAZIONALI ACLI

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