Libia: ancora intensi scontri a Sirte. Russia critica bombardamenti Nato


Veronique Viriglio


Non si sblocca la situazione militare a Sirte, da giorni teatro di intensi combattimenti e bombardamenti: le forze fedeli a Gheddafi stanno opponendo resistenza all’offensiva finale dei combattenti del Consiglio nazionale di transizione.


CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterEmail to someoneGoogle+
Libia: ancora intensi scontri a Sirte. Russia critica bombardamenti Nato

Fonti di stampa internazionali riferiscono che gli elementi del Cnt hanno respinto l’avanzata dei pro-Gheddafi sul fronte nord-orientale della città e sarebbero riusciti a guadagnare un chilometro in direzione del centro. Scontri vengono segnalati nei quartieri occidentali e meridionali ma anche intensi bombardamenti contro alcuni edifici del centro, ad esempio il ‘Centro di conferenza Ouagadougou’.

Dopo i bombardamenti delle forze Nato e del Cnt, che hanno anche colpito l’ospedale di Sirte, situata lungo la costa del Mediterraneo a metà strada tra Tripoli e Bengasi, la situazione umanitaria rimane molto difficile per le migliaia di persone accampate a ovest e est della città e per quelle in fuga. Le organizzazioni internazionali denunciano un’emergenza umanitaria, con necessità urgenti di cure mediche, cibo e acqua.

Alla rabbia degli abitanti di Sirte, che hanno già accusato le forze del Cnt e i suoi sostenitori della Nato di “bombardamenti indiscriminati”, oggi si aggiungono le critiche della Russia, espresse durante l’incontro dei ministri della Difensa della Nato tenuto a Bruxelles. “Non accettiamo i proclami che giungono dalla capitale della Nato e dicono che l’intervento dell’Alleanza ha salvato un immenso numero di vite quando, al contrario, il prezzo dell’offensiva è stato il moltiplicarsi delle vittime civili. Si cerca di far passare il falso come vero” ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serguéi Lavrov.

L’incontro di Bruxelles si è concluso senza decisione chiara per quanto riguarda i tempi di ritiro della missione ‘Protettore unificato’, avviata sei mesi fa su iniziativa di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. “La missione giunge alla sua fine. E’ solo una questione di settimane” ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, mentre tutti i paesi che partecipano all’intervento hanno gli occhi puntati su Sirte, “città molto simbolica” secondo Gérard Longuet, ministro francese della Difesa. Su questo fronte l’intervento della Nato è solo aereo con missioni di sorveglianza e bombardamenti. E’ poi emerso che “per ora i combattimenti sono troppo intensi per consentire alla Nato di lasciare il paese” ha dichiarato Leon Panetta, segretario americano alla Difesa, precisando che “si tratta di proteggere efficacemente la popolazione civile” e che la decisione del ritiro “verrà presa in modo concordato col Cnt”.

Da Tripoli, dove si è insediato un esecutivo di transizione, il Cnt ha annunciato di aver scoperto a Gargaresh (sette km dal centro) e a Birasta Milad (10 km) due fosse comuni contenenti rispettivamente 200 e 700 corpi. Dalla caduta del regime di Gheddafi una dozzina di fosse sono state rinvenute, tra cui quella del carcere di Abu Salim, nella capitale, dove nel 1996 furono uccise circa 1200 persone.

Fonte: Misna

6 ottobre 2011

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterEmail to someoneGoogle+

Lascia un commento