La manovra e il ritorno dei Balilla


Sen. Silvana Amati


Negli interventi al Senato con cui i rappresentanti del PD hanno espresso il voto contrario alla manovra economica, è stato sottolineato che la prima negatività delle misure volute dal Governo è l’assenza di ogni pur minimo progetto indirizzato ai giovani per il lavoro, lo studio e la ricerca.


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La manovra e il ritorno dei Balilla

Negli interventi al Senato con cui i rappresentanti del Partito Democratico hanno espresso il voto contrario alla manovra economica, è stato sottolineato che la prima negatività delle misure volute dal Governo è l’assenza di ogni pur minimo progetto indirizzato ai giovani per il lavoro, lo studio e la ricerca. Per di più, avvalendosi del voto di fiducia, il Governo è riuscito ad estrarre dal cilindro perfino un emendamento relativo all’istituzione della mini naja: quella che tutti hanno subito chiamato “legge Balilla”. Dunque per il futuro dei giovani i soldi non c’erano, ma c’erano invece ben 20 milioni di euro per fare contento il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha perseguito un sogno fortemente radicato: far giocare ai soldatini i ragazzi dai 18 ai 30 anni. E intanto vengono tagliate ulteriormente del 10% le risorse per la sicurezza, già di molto ridotte, tanto che senza mezzi termini hanno protestato perfino i generali. A vincere sono state le nostalgie del salto nel cerchio di fuoco del ministro, che ha preteso e ottenuto che gli amati campi paramilitari diventassero militari, sotto il paravento generico della formazione tecnico-pratica con la finalità di ottenere le conoscenze di base riguardanti, oltre che la difesa dello Stato, anche l’impegno in particolari casi “di straordinaria necessità e urgenza”. Finalità che certo andrebbero meglio definite in uno Stato Democratico. Questi giovani poi dovranno essere fisicamente perfetti, in grado di far fronte ad ogni abilità ginnica. Il Governo è ora riuscito a introdurre queste norme nel decreto, ci aveva provato già nel “mille proroghe” poi, per la nostra azione di protesta, aveva ritirato l’emendamento, presentando un disegno di legge che è però ancora in discussione alla Commissione Difesa del Senato. Una discussione che il Governo evidentemente ritiene inutile. Siamo al punto che per questa destra il normale percorso istituzionale è considerato un optional, con il voto di fiducia si può riuscire a far passare qualsiasi cosa. Mentre si taglia su tutto e la disoccupazione cresce, il Governo ha deciso tre settimane di avventure guerresche per giovani d’animo ardito a spese del popolo italiano. Esse non sono solo una trovata abnorme del ministro La Russa, ma anche una offesa vera per quanti hanno scelto con convinzione la vita militare. Lo Stato democratico, nato dalla Resistenza, impegna tutti ad evitare di sottovalutare i segnali populistici e demagogici. Le sottovalutazioni nel passato hanno già prodotto esiti funesti per il Paese.

Fonte: l'Unità

17 luglio 2010

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