La casalinga di Voghera e il sottosegretario Stefania Craxi


Giorgio Beretta - unimondo.org


Intervista di Unimondo alla casalinga di Voghera che avrà pure


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La casalinga di Voghera e il sottosegretario Stefania Craxi

La casalinga di Voghera avrà pure – come dice Wikipedia – “un basso livello di istruzione”, ma sa leggere e far di conto. E si è imbattuta nella risposta del sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, ad una interrogazione sulle forniture di armi alla Libia. Ci ha telefonato entusiasta perchè dice di aver scoperto alcune cose interessanti, tra cui – udite udite – che nel 2010, cioè fino a qualche mese fa, l'Italia avrebbe esportato quasi 100 milioni di armamenti alla Libia di Gheddafi. Unimondo l’ha intervistata (la casalinga di Voghera, non la Craxi).

Unimondo:Signora casalinga, l’altro ieri il Sottosegretario agli Esteri, Stefania Gabriella Anastasia Craxi, rispondeva (il testo intero è qui: Allegato 2 a fondo pagina) ad una Interrogazione parlamentare dell’on. Evangelisti che riprendeva ampiamente (su approvazione) un articolo di Unimondo sulle esportazioni di armi italiane alla Libia. Lei che è da poco collegata a internet ha scoperto il tutto e ce lo ha mandato dicendoci di aver scoperto anche qualcosa di interessante. Le va di parlarne? Le scrivo qui solo le cose salienti che ha detto il sottosegretario Craxi e lei me le commenta a piacimento, va bene?

 

Sottosegretario Craxi:“Sulla specifica questione delle forniture di armi, posso precisare che non vi sono state autorizzazioni concesse dalla Farnesina per esportazioni verso la Libia dalla metà di gennaio scorso ed, in particolare, che tutte le attività in materia di armamenti sono state sospese in via cautelare prima ancora delle sanzioni introdotte dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea rispettivamente il 26 e 28 febbraio scorso”.

  1. La casalinga di Voghera: “E mi fa piacere! Ci mancherebbe pure che si avesse continuato a concedere alle ditte italiane “autorizzazioni per esportazioni di armi verso la Libia”! L’ho visto pure io al TG – non vi dico quale – che c’è la guerra da quelle parti. Non conosco tutte le leggi, ma mi pare che una di vent’anni fa proibisca espressamente di esportare armi a paesi “in stato di conflitto armato”. Magari loro le armi le vogliono, ma a chi le vendiamo? A quelli di una parte o a quelli dell’altra? Si potrebbe venderle a tutti e due, ma non mi pare tanto bello se si stan facendo la guerra, non trova?.

 

Sottosegretario Craxi:“Nel triennio 2008-2010, le esportazioni di prodotti per la difesa dal nostro Paese verso la Libia hanno avuto un andamento fortemente decrescente . Nel 2008, le esportazioni sono state di 111 milioni di euro; nel 2009, di 93 milioni; e, nel 2010, di soli 37 milioni.

  1. La casalinga di Voghera: “Mi sono un po’ persa con tutti questi numeri, ma i conti non mi tornano e quelli io so farli bene! E poi ho letto su Unimondo – e mi fido perché ha messo le fonti e io guardo sempre l’etichetta quando faccio la spesa – dicevo Unimondo ha scritto che nel 2008 sono state autorizzate esportazioni verso la Libia per € 93.218.687 (93 milioni) e nel 2009 per € 111.796.654,50 (111, 8 milioni) che non mi pare “fortemente decrescente”. Cioè, voglio dire, se mi cambiano il contributo della pensione del mio povero marito da 93 euro a quasi 112 euro io sono contenta perché mi pare che cresce, no?
  2. Poi la sottosegretario dice anche che “nel 2010 (le autorizzazioni) sono state di soli 37 milioni”. Forse la Craxi lo sa, ma siccome non c’è ancora la Relazione annuale che lo certifica io posso solo prenderlo per buono. Però mi pare lo stesso strano. Perché sul Corriere la Sarzanini – che fa anche le inchieste ed è proprio brava – ha scritto che nel 2010 Finmeccanica ha fatto un sacco di contratti militari con la Libia: dice che a gennaio la Intermarine spa ha avviato un negoziato da 500 milioni di euro “per la fornitura di materiale e software per le navi da guerra” e un mese dopo ha fatto partire “una nuova trattativa per 100 milioni di euro”, mentre “la Oto Melara discuteva la stessa cifra per la fornitura di materiale di uso bellico”. Che, insomma, mi pare un po’ di più di 37 milioni. Però se li han sospesi son contenta, non mi piaccion tutte queste cose di guerra.

 

Sottosegretario Craxi:“Sottolineo che nel periodo in questione, i volumi effettivamente esportati sono stati al di sotto del valore delle autorizzazioni concesse: su un totale di 241 milioni autorizzati, le esportazioni effettive sono state pari a 170 milioni, mentre la parte restante, oltre 70 milioni, è stata bloccata con provvedimenti sospensivi alla luce della crisi in atto”.

  1. Casalinga di Voghera: Anche questa cosa non mi torna. Voglio dire: le “autorizzazioni concesse” son per tutte le cose autorizzate, anche i “servizi” (manutenzioni, addestramento, invio di personale in loco ecc), no? Mentre “i volumi effettivamente esportati” sono solo “i materiali”, vero? Cioè la sottosegretario ci ha dato le cifre delle “consegne di materiali” – che son le cifre doganali – ma non è che i “servizi” passan per le dogane, no? Però bisogna pagare pure quelli! E allora la sottosegretario dovrebbe guardare le fatture dei pagamenti, quelle autorizzate alle banche: io lo faccio sempre, guardo l’estratto conto e da lì capisco quel che ho davvero speso… anche per la donna delle pulizie che mi fa un servizio (e l’ho messa anche in regola, poverina, che nessuno voleva farlo).

 

Sottosegretario Craxi: “A livello europeo, la Francia è stata il primo esportatore verso la Libia nel 2008, posizione poi assunta dall'Italia nel 2009, mentre la graduatoria relativa al 2010 non è ancora disponibile. Tali dati si riferiscono in ogni caso ai volumi autorizzati che non corrispondono necessariamente a quanto effettivamente esportato. Nel caso dell'Italia, abbiamo, infatti, visto che le esportazioni reali sono state sensibilmente inferiori al valore accordato.

  1. Casalinga di Voghera: Mamma mia, qui andiamo su cose complicate. Però è vero quel che dice sulla Francia e sull’Italia. Ma se fai la somma dei due anni – che son quelli di questo Governo, no? – scopri che la Francia ha autorizzato nell’insieme 143 milioni di euro e l’Italia 205 milioni di euro, che è quel che ha scritto Unimondo, bastava leggere lì.
  2. E poi questa storia che “i volumi autorizzati che non corrispondono necessariamente a quanto effettivamente esportato”. Uffa, ma mi fate passare per una sciocca? Nel 2008 la Francia ha esportato materiali per 12.3 milioni di euro ma l’Italia ne ha esportati ben 29,8 milioni di euro. E nel 2009, la Francia ha esportato materiali per 44,3 milioni di euro mentre l’Italia ne ha esportati di più e cioè 44,7 milioni di euro (44.752.593 euro è la cifra esatta). E quindi anche chi ha effettivamente esportato di più anche solo materiali è l’Italia: nel biennio 2008-9 fanno in totale 74,5 milioni. Bella sommetta, dai.
  3. Però sai una cosa? Ci ho preso gusto con queste cifre e siccome so far di conto ti dico una cosa. Prima la Craxi ha detto che “nel triennio 2008-2010 le esportazioni effettive sono state pari a 170 milioni di euro”, ok? Siccome finora sapevamo solo quelle effettive del biennio 2008-9 (cioè 74,5 milioni) vuol dire – guarda guarda che scoperta! – che nel 2010 l’Italia ha esportato alla Libia quasi 100 milioni di euro di armi mentre nello stesso anno gliene ha autorizzate solo – diceva la Craxi – 37 milioni. Vabbè che dice che han sospeso le autorizzazioni, ma intanto gli avevan già mandato 100 milioni di armi al Gheddafi, no?

 

Sottosegretario Craxi: “Inoltre, sotto il profilo qualitativo, nel triennio 2008-2010, non sono state autorizzate, ai sensi della legge 185 del '90, forniture di materiali generalmente utilizzabili ai fini di repressione interna”.

  1. Casalinga di Voghera: Senti, ma si può mandare una chiavetta internet alla Craxi? Cosi che legge Unimondo e magari scopre quel che avete scritto ieri a tutta pagina e cioè che “il governo Berlusconi – non so con quale legge ma sta di fatto che – nel 2009 ha autorizzato l’invio a Gheddafi di oltre 11mila tra pistole e fucili semiautomatici di alta precisione e di tipo quasi militare della ditta Beretta”. E di queste armi me ne intendo: il mio povero marito aveva una doppietta e andava tanto a caccia giù nel basso pavese. E mi pare che 7.500 pistole semiautomatiche, 1.900 carabine semiautomatiche e di 1.800 fucili Benelli modo M4 cal.12 possono essere usate per la “repressione interna”, no? O glieli han venduti per il controllo dei flussi migratori delle… quaglie?

Grazie Signora Casalinga! Alla prossima!

Intervista a cura di Giorgio Beretta

Fonte: www.unimondo.org

10 marzo 2011

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