Gabriele libero subito. Il 2 maggio sit-in


Elisa Marincola


Il 2 maggio lo vogliamo con noi a Roma davanti a Montecitorio, per testimoniare cosa accade in quella che ormai è la più grande prigione per giornalisti e scrittori del mondo.


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Gabriele Del Grande

La notizia dello sciopero della fame avviato da Gabriele Del Grande detenuto in Turchia ci allarma e per questo ci uniamo alla Federazione nazionale della stampa per chiedere che il governo italiano intervenga con fermezza sulle autorità di Ankara per riaverlo al più presto a casa.  Lo sciopero della fame è una scelta estrema anche in condizioni normali di detenzione. Ma Gabriele, che per fortuna ha potuto informare la famiglia di essere in buone condizioni di salute, deve fare i conti con una situazione, quella della Turchia attuale, che non dà alcuna garanzia di democraticità e di protezione per detenuti e imputati. Lo prova quanto ha potuto dire al telefono, circondato da agenti: sono violati i suoi diritti elementari, a partire dal diritto a un avvocato, e viene trattenuto in un centro di detenzione amministrativa senza sapere quali siano le accuse a suo carico.

Siamo preoccupati considerando in particolare il risultato del referendum di domenica, con una vittoria di misura della richiesta presentata dal governo di dare i pieni poteri al presidente Erdogan, e alla luce delle denunce degli osservatori OSCE su scorrettezze nelle urne. Scorrettezze contro le quali, ricordiamo, non esistono più media liberi, a partire dall’unica agenzia di stampa indipendente in grado di coprire l’intero territorio nazionale, Cihan, del gruppo Feza (di cui faceva parte anche il quotidiano Zaman) chiuso un anno fa, perché accusato di rapporti con Fethullah Gulen.

Siamo ulteriormente preoccupati alla luce dell’ostinazione di Erdogan nel perseguire giornalisti, blogger, scrittori, in generale ogni voce libera e intelligente che non si accontenti delle verità propagandate dal suo regime e dai media controllati. Gabriele è una di queste voci, e non lo protegge il fatto di essere italiano, cittadino europeo: Ankara ha dimostrato pari astio verso gli inviati stranieri e nelle sue carceri detiene da oltre due mesi il turco-tedesco Deniz Yücel, corrispondente per Die Welt, e tanti sono i reporter espulsi o respinti alla frontiera.

Il Presidente del Consiglio Gentiloni e il ministro degli esteri Alfano non sottovalutino, magari per prudenza diplomatica, le condizioni di Gabriele: la Turchia, lo ribadiamo, non è uno stato di diritto, Gabriele Del Grande deve tornare a casa subito! Il 2 maggio lo vogliamo con noi a Roma davanti a Montecitorio, per testimoniare cosa accade in quella che ormai è la più grande prigione per giornalisti e scrittori del mondo.

Articolo21

Barbara Scaramucci e Elisa Marincola

 

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