Da oggi oltre 13 mila profughi fuori dai centri


La Stampa


È scaduta ieri, 28 febbraio 2013, la proroga per l’emergenza Nord Africa. Per ognuno di loro una “buonuscita” di 500 euro, l’ira delle associazioni.


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immigrato

È scaduta oggi la proroga per l’emergenza Nord Africa, decretata per l’arrivo nel 2011 di oltre 62mila migranti in fuga dalle rivolte nei Paesi della cosiddetta «primavera araba». I profughi rimasti in Italia dovranno quindi lasciare le strutture che li hanno accolti finora. Si tratta di circa 13mila persone. Per ognuna di loro ci sarà una «buonuscita» di 500 euro, come stabilito dal ministero dell’Interno. Protesta l’Anci, che chiede certezze al Viminale e paventa un rischio assistenza per gli stranieri «senza dimora» con possibili ricadute sulle amministrazioni locali.

Per gli stranieri che lasciano i centri è prevista anche la concessione di un titolo di viaggio (un documento equipollente al passaporto), unitamente al permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il rilascio dei documenti è negato se lo straniero risulta pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Speciale assistenza è destinata ai minori non accompagnati richiedenti asilo. Per questa categoria sono stati destinati dal ministero 2 milioni e mezzo di euro per il rimborso che l’ente locale può chiedere alla prefettura competente delle spese sostenute per assistere il minore.

L’intervento umanitario del Governo ha riguardato i 28.123 stranieri giunti nel 2011 dalla Tunisia a seguito della crisi politica di quel Paese, i 28.431 provenienti dalla Libia conseguentemente agli eventi bellici, nonché altri 6.000 stranieri provenienti dal Mediterraneo orientale. Per questi immigrati è stata attivata un’accoglienza diffusa su tutto il territorio nazionale che da dopodomani cesserà.

Il sindaco di Padova e delegato Anci all’Immigrazione, Flavio Zanonato, chiede certezze per l’assistenza dei profughi, i cui costi sono stati finora gestiti da prefetture, associazioni e comuni, molti dei quali sull’orlo del dissesto finanziario. Zanonato chiede di affrontare in tempi rapidissimi il tema dello stanziamento delle risorse per le persone cosiddette «vulnerabili»: minori, mamme e persone ammalate. «Bisogna capire – spiega – come si gestiscono soggetti deboli che debbono essere assolutamente difesi, ma è anche necessario dare risposte ai Comuni e alle Prefetture». Per trovare una soluzione il delegato dell’Anci propone di aumentare l’accoglienza del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) fino a circa 5mila posti, dagli attuali 3.700.

Critico anche Soumahoro Aboubakar, responsabile nazionale immigrazione dell’Unione Sindacale di Base (Usb) che parla di «giorni di terrore per i richiedenti asilo e profughi su tutto il territorio nazionale. Rimandiamo al mittente i 500 euro perché la vita della persona fuggita dalle guerre non viene tutelata né salvaguardata invitandola a questo percorso indegno di uscita. Per questo metteremo in campo, insieme ai rifugiati e ai profughi, iniziative clamorose contro questa misura».

Fonte: www.lastampa.it
28 febbraio 2013

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