Vertice Fao, l’ora delle proposte


Irene Panozzo, Lettera 22


La giornata di ieri è stata dedicata a proposte più concrete per tamponare l’emergenza alimentare. La lotta alla fame, ha sottolineato ieri il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, è una sfida che il mondo “non può assolutamente permettersi di fallire”.


CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterEmail to someoneGoogle+
Vertice Fao, l'ora delle proposte

Creare “una sorta di banca” del grano che serva a “stabilizzare i prezzi agricoli, così da ridurre anche i rischi di speculazioni sulle derrate alimentari”: è questa la proposta avanzata ieri mattina a Roma, all’apertura della seconda giornata del vertice della Fao, dal ministro degli esteri italiano Franco Frattini. Un’idea che, assieme a quella di svincolare gli aiuti ai paesi poveri dal bilancio europeo proposta martedì da Berlusconi, l’Italia presenterà nel G8 della Maddalena del 2009 come soluzione di medio-lungo periodo per affrontare la crisi alimentare.
La lotta alla fame, ha sottolineato ieri il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, è una sfida che il mondo “non può assolutamente permettersi di fallire”. È quindi necessario, ha ribadito Ban, “agire subito” per “fare in modo che il cibo sia disponibile a prezzi ragionevoli”. In termini concreti, ciò significa secondo il segretario generale sollecitare “investimenti sostanziosi e intelligenti in agricoltura” per evitare che la fame continui a causare “rivolte e instabilità”.
Sugli effetti destabilizzanti della crisi alimentare è tornato anche il presidente della Banca Mondiale, lo statunitense Robert Zoellick, che snocciolando una serie di dati ha ricordato come negli ultimi mesi ci siano state “rivolte per il pane in 30 paesi”, mentre sono 850 milioni gli affamati e 2 miliardi le persone che quotidianamente fanno fatica a sfamarsi. La fame, ha sottolineato Zoellick, “non è una catastrofe naturale, ma è stata creata dall’uomo e dall’uomo deve essere sconfitta”. Per farlo, il presidente della Banca Mondiale ha invocato l’abolizione delle politiche protezionistiche adottate da alcuni paesi e la garanzia “di prezzi più bassi per coloro che sono più colpiti dalla crisi”. Intanto, per tamponare l’emergenza, la Banca Mondiale ha stanziato 2,7 miliardi di dollari. Che vanno a sommarsi agli altri fondi che varie agenzie Onu e istituzioni hanno già promesso: 1,2 miliardi di dollari dal Programma alimentare mondiale (Pam), 200 milioni dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), 17 milioni dalla Fao (che ha già a dicembre aveva chiesto ai paesi membri 1,7 miliardi), 1,5 miliardi di dollari donati dalla Banca islamica per lo sviluppo a sostegno dell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo.
E proprio dai piccoli agricoltori, in questo caso quelli africani, si propone di ripartire l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan, che in qualità di presidente di Agra, l’Alleanza per una rivoluzione verde in Africa, dal palco del vertice ha lanciato ieri, d’intesa con Fao, Pam e Ifad, una nuova partnership internazionale per una “rivoluzione verde” in Africa, che “punti sugli aiuti diretti ai piccoli agricoltori delle aree rurali e rilanci l’intero sistema economico del continente”.
Dopo gli interventi della mattina, i lavori nel pomeriggio sono proseguiti in quattro tavole rotonde su alcuni dei nodi più importanti del vertice: bioenergia e sicurezza alimentare, cambiamenti climatici, prezzi del cibo e malattie transfrontaliere di animali e piante. Anche ieri, il controverso tema degli effetti dei biofuel ha riscosso attenzione, in un acceso dibattito tra favorevoli e contrari. Una questione che rimane in sospeso, su cui il documento programmatico, annunciato per fine giugno, della task-force istituita da Ban Ki-moon cercherà di trovare “maggior consenso”.

Fonte: Lettera22 e i quotidiani locali del Gruppo L'Espresso.

05 giugno 2008

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterEmail to someoneGoogle+

Lascia un commento