Tempio buddista si rifiuta di ospitare la torcia di Pechino


AsiaNews


La decisione presa per solidarietà con i monaci tibetani, coi quali essi condividono la stessa fede. Tokyo ha anche chiesto alla Cina di non far marciare in Giappone “i guardiani della torcia” (in tenuta bianca e azzurra), membri della pubblica sicurezza cinese.


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Tempio buddista si rifiuta di ospitare la torcia di Pechino

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – I responsabili di un tempio buddista giapponese hanno deciso di non ospitare per il prossimo 26 aprile il percorso della torcia olimpica per solidarietà con il Tibet. I monaci del tempio Zenkoji, un monumento importante della città di Nagano – che ha ospitato le Olimpiadi invernali del 1998 – hanno dichiarato che la loro scelta è dovuta alla repressione che la Cina sta operando sul Tibet. L’area del tempio doveva essere il punto di partenza del percorso dela torcia in Giappone. Il tempio aveva dato la disponibilità già nel ’98 con i Giochi invernali e nel ’64 con i Giochi di Tokyo. “All’inizio avevamo accettato con amicizia il progetto – ha detto uno dei responsabili della città – ma ora la situazione è cambiata e i monaci sono molto preoccupati”.

Un monaco di Zenkoji sottolinea: “Noi siamo buddisti, della stessa religione dei tibetani. Siamo molto provati nei nostri sentimenti”. Il tempio Zenkoji è stato costruito nel 7° secolo e attira ogni anno almeno 6 milioni di visitatori. La città di Nagano aveva già cancellato un’altra cerimonia per questioni di sicurezza.

Il percorso della torcia si presenta difficile anche in Giappone, dopo le manifestazioni e le proteste anti-Cina in Europa e Stati Uniti.

Il Giappone ha anche domandato che le forze cinesi di sicurezza (i guardiani della torcia in tuta bianca e azzurra) non sfilino durante la sosta nel Pese del sol levante. Il Giappone afferma di poter garantire la sicurezza della torcia con personale locale.

Intanto, la torcia olimpica è giunta stamane a Bangkok, dopo una sosta a Delhi. Anche in India vi sono state manifestazioni pro-Tibet e la polizia ha arrestato centinaia di attivisti e tibetani in esilio.

Fonte: AsiaNews

18 aprile 2008

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