pace a GAZA


La redazione


 


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Nel 1930 il Mahatma Gandhi organizza  “la marcia” 380 chilometri in  ventiquattro giorni.

 

Per effettivamente cambiare le cose a GAZA non pensate che debba essere organizzata un’impresa simile.

 

Fare i soliti riti di moral suasion non penso che risolvano molto se non per mettere temporaneamente in pace la coscienza di chi partecipa.

 

Ma pensare ad una iniziativa in ambito europeo di una moltitudine di persone (1-2 milioni) che sono arcistufe di sentire tutti i giorni la propria coscienza che urla.

 

Penso che sia l’ora, non c’è più tempo per la diplomazia tradizionale, occorre un colpo di reni e penso che  

se non vogliamo essere complici della guerra dobbiamo fare l’impossibile per fermarla e impegnarci a costruire la pace.

 

Solo chi ha esperienza e  determinazione come VOI può organizzare questo.

 

Provate a immaginare il futuro dopo questa impresa biblica.

 

Tutti i partecipanti dovrebbero sottoscrivere queste regole:

 

  1. fedeltà alla verità,
  2. nonviolenza,
  3. povertà,
  4. non rubare,
  5. castità,
  6. sobrietà,
  7. lavoro per il pane,
  8. autosufficienza
  9. impavidità,
  10. rispetto per ogni religione.

 

 

Organizzare una serie di manifestazioni che partendo da luoghi diversi a 400-500 km da GAZA convergono sulla città e mettono fine alle violenze con la non violenza.

Pensate che sia difficile trovare in ambito europeo persone 1-2 milioni che dedicano 50-60 giorni della propria esistenza per fare tacere le armi e la propria coscienza?

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