“Milleproroghe” cancella 50 milioni di euro destinati all’editoria


Comitato per la difesa della libertà ed il diritto all’informazione


Per questo motivo è stato convocato il “Comitato per la difesa della libertà ed il diritto all’informazione” per il 29 novembre alle ore 11 presso la sede della FNSI.


CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterEmail to someoneGoogle+
“Milleproroghe” cancella 50 milioni di euro destinati all’editoria

@font-face { font-family: "Times New Roman"; }@font-face { font-family: "Calibri"; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 115%; font-size: 11pt; font-family: Calibri; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; }

 

“Abbiamo appreso che il Governo – il giorno successivo alla  pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di stabilità 2011-  con il decreto “Milleproroghe” ha cancellato 50 milioni dal Fondo editoria e 45 milioni dal fondo per il sostegno all’emittenza locale, cancellando di fatto quanto previsto dalla legge di stabilità.

Si tratta di un fatto gravissimo, rappresenta uno schiaffo al Parlamento ed alla democrazia e mina dalle fondamenta la credibilità dello Stato e del Paese.

Tornano a rischio oltre 4000 posti di lavoro, oltre novanta testate giornalistiche e molte decine di emittenti locali con la perdita di numerosi altri posti di lavoro. Non si può giocare così sulla testa di migliaia di lavoratori, tra l’altro, in un settore così delicato per la democrazia del Paese.

Le risorse del 5 per mille vanno giustamente trovate ed i modi possono essere certamente individuati. E’ incomprensibile che lo si faccia colpendo l’editoria che sta attraversando una fase di grande difficoltà e con il rischio della chiusura di tante testate anche storiche e di grande valore culturale.

Per questo motivo è stato convocato il “Comitato per la difesa della libertà ed il diritto all’informazione” (che rappresenta associazioni, sindacati e movimento della società civile) per il prossimo 29 novembre alle ore 11 presso la sede della FNSI per assumere tutte le iniziative necessarie, anche clamorose, per porre riparo a tale inconcepibile decisione e ripristinare la volontà del Parlamento”.

CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterEmail to someoneGoogle+

Lascia un commento