In Iraq conferenza contro ingiustizia ed estremismo


Un ponte per...


Al via in Iraq la conferenza annuale delle organizzazioni della società civile irachena e curda per discutere di pace, riconciliazione, diritti e solidarietà internazionale. Presente anche l’italiana “Un ponte per…”.


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Foto di www.facebook.com/unponteper

Pace, diritti, partecipazione giovanile e femminile. Ma anche dialogo, riconciliazione, coesione sociale e solidarietà internazionale per rivendicare democrazia e libertà dalla violenza e dall’estremismo.

Sono questi i temi al centro della conferenza organizzata dalle associazioni della società civile irachena, curda e internazionale riunite nella piattaforma Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSSI), che l’italiana “Un ponte per…” ha contribuito a creare e sostiene da anni.

L’appuntamento è a Sulaymaniyah (Kurdistan iracheno) il 18 gennaio 2017, quando decine di associazioni internazionali incontreranno attivisti iracheni da tutto il paese per unire gli sforzi contro ingiustizie e fondamentalismi. Tra loro anche i membri dell’Iraqi Social Forum, attivo a Baghdad dal 2013, e del nascente Kurdistan Social Forum, entrambi aderenti alla piattaforma globale del Forum Sociale Mondiale.

La conferenza, divenuta dal 2013 un appuntamento annuale, segue l’incredibile ondata di proteste nonviolente contro corruzione, mancanza di servizi essenziali ed estremismo che animano le piazze di Baghdad e Sulaymaniyah dal luglio 2015. I manifestanti rivendicano il diritto alla creazione di uno Stato democratico, sicuro, inclusivo di tutte le comunità, capace di garantire pari diritti di cittadinanza per tutti. Tanto più in una fase politica instabile come quella attuale, e alla luce delle nuove crisi umanitarie causate dall’avanzata di Daesh (Stato Islamico) nella regione.

“L’offensiva per la liberazione di Mosul da Daesh continua a causare migliaia di vittime tra le forze di sicurezza e la popolazione civile, oltre ad una crisi umanitaria senza fine”, denunciano gli attivisti nel loro appello. “Tuttavia, pochissime risorse vengono investite dalle autorità nella costruzione della pace e nella prevenzione dei conflitti”.

Tra gli scopi della conferenza anche la comprensione di quale modello di solidarietà internazionale sia necessaria per sostenere la società civile irachena nella sua lotta nonviolenta per la promozione di dialogo, riconciliazione, costruzione della pace. Perché in Iraq i difensori dei diritti umani rischiano ogni giorno di essere rapiti, uccisi o arrestati, e l’attenzione della comunità internazionale è essenziale per la loro incolumità.

Nel corso di una giornata di lavori verranno affrontati alcuni temi-chiave individuati dalle organizzazioni locali: la battaglia dei sindacati iracheni nella difesa dei diritti dei lavoratori; la salvaguardia delle risorse ambientali e del patrimonio culturale; la partecipazione giovanile e femminile ai processi politici in corso; la battaglia per la libertà di espressione e la promozione di dialogo e riconciliazione per uscire dalla spirale della violenza. Ma anche il confronto su quale modello di paese e di società gli iracheni vogliano costruire nelle aree liberate da Daesh, e che tipo di solidarietà gli attivisti internazionali possano garantire.

Molte ONG internazionali si dedicano in Iraq al lavoro umanitario ma sono ancora poche quelle disposte a sostenere le campagne e gli sforzi della società civile locale per la costruzione di un Iraq democratico. Queste ultime hanno raccolto una delegazione di attivisti internazionali, accompagnata da “Un ponte per…” – che nel paese opera da oltre 25 anni – che è appena arrivata in Iraq per prendere parte ai lavori. Tra loro anche attivisti americani che negli Stati Uniti partecipano alle manifestazioni contro Donald Trump.

La conferenza annuale della società civile irachena si inserisce in un più ampio quadro di attività che la rete ICSSI porta avanti dal 2009, che spaziano dalla tutela dei diritti dei lavoratori e delle donne alla protezione del patrimonio culturale ed ambientale del paese; dalle campagne contro le compagnie militari private a quelle per la libertà di stampa e di espressione, passando per la promozione della pace e del dialogo attraverso l’arte e lo sport.

L’appuntamento di Sulaymaniyah è sostenuto da Fondation Assistance Internationale (FAI), Karibu Foundation e CCFD-Terre Solidaire.

Qui il programma dei lavori: http://www.iraqicivilsociety.org/wp-content/uploads/2016/12/ICSSI-Conference-Program-Jan-2017-FINAL.pdf

Fonte: www.unponteper.it

17 gennaio 2017

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