La salute delle donne, prima di tutto!


La redazione


Tutelare la salute delle donne è il modo più efficace per raggiungere gli Obiettivi del Millennio. Una conferenza di Parlamentari di Europa, Africa e Asia, riuniti a Roma in vista del G8, dicono “No all’alibi della crisi e alla scure sull’aiuto pubblico allo sviluppo. Tagliare un dollaro oggi richiede una spesa di due dollari domani”.


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La salute delle donne, prima di tutto!

“Per ogni dollaro speso per migliorare la salute femminile e materna, se ne risparmiano 4 in assistenza sanitaria e 30 in assistenza sociale. Per questo investire sulla salute delle donne è il modo più efficace per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio”: è quanto afferma oggi la Conferenza internazionale dei parlamentari per il G8 dal titolo “Investimenti strategici al tempo della crisi – Il vantaggio di dare priorità alla salute delle donne”, tenutasi a Roma il 22 e il 23 giugno.
La Conferenza ha riunito 56 parlamentari italiani e di altri paesi del mondo (europei, africani, asiatici) per chiedere al G8 di tutelare e investire sulla salute della donna, perno dell’economia e della società dei paesi in via di sviluppo.
Il documento finale
Il documento finale della Conferenza, diffuso oggi, che verrà presentato al leader del G8, invita i governi a “tenere fede agli impegni presi per la salute globale, in particolare per la salute materna e infantile”: primo fra tutti quello preso al Summit G8 di Heiligendamm del 2007 di versare 60 miliardi di dollari in 5 anni per la lotta alle malattie infettive ed il rafforzamento dei sistemi sanitari (rispetto al quale l’Italia ha promesso di contribuire con 2,5 miliardi di dollari). La Conferenza interparlamentare chiede che il piano di azione per mobilitare tali risorse riconosca la centralità dei servizi per la salute sessuale, riproduttiva, materna e infantile.
“Il taglio di un dollaro oggi – recita il testo – richiederà una spesa di almeno due dollari negli anni successivi: ridurre l'Aiuto pubblico allo sviluppo non è tollerabile”, nemmeno con l'alibi della crisi economica, notano i parlamentari riuniti a Roma.
L'Italia e la scure dei tagli
In Italia – ricorda Daniela Colombo di AIDOS (Associazione Donne per lo Sviluppo), fra gli organizzatori della Conferenza – la “scure” dei tagli si è abbattuta sul contributo stanziato al Fondo Onu per la Popolazione (United Nations Population Fund, UNFPA), crollato dai 4 milioni di dollari del 2008 ai soli 500mila euro del 2009. “Si calcola che questi tagli ai servizi sanitari destinati alle donne – sottolinea Daniela Colombo – comporteranno 1,2 milioni di gravidanze indesiderate in più, 525mila aborti, 2.800 morti materne, circa 40mila morti neonatali, 49mila morti di bambini sotto i 5 anni. E' inaccettabile che l'Italia si renda responsabile di queste tragedie”.
Rafforzare i sistemi sanitari
La Conferenza invita il G8 a “investire per la costruzione e il rafforzamento dei sistemi di assistenza sanitaria primaria nei paesi in via di sviluppo”, migliorando i servizi sanitari contraccettivi, i servizi di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (incluso l'Hiv Aids), l'assistenza pre e post parto, formando, inoltre, il personale sanitario nei paesi destinatari degli aiuti.
Il ruolo del Parlamentari
Infine i parlamentari riuniti a Roma hanno ribadito il legittimo diritto di conoscere, essere coinvolti e ricevere tutte le informazioni sui fondi destinati allo sviluppo dai rispettivi governi e a monitorare l'uso trasparente ed efficace degli aiuti.

Fonte: Aidos

24 giugno 2009

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