01.03.2008
Veltroni scrive alla Tavola della pace
Pubblichiamo la lettera che Walter Veltroni ha inviato oggi sabato 1 marzo 2008 ai coordinatori nazionali della Tavola della pace.
Foto di Floriana Lenti
Cara Grazia, Caro Flavio,
in questi anni la Tavola della Pace ha saputo trovare nelle contraddizioni e nelle pieghe della società il bisogno senza voce di giustizia e diritti ed ha suggerito il confronto per rispondere al conflitto, il dialogo per superare lo scontro.
Per tutto questo a voi e alla Tavola della Pace rivolgo la mia stima e la mia gratitudine per il lavoro che portate avanti, come ebbi a dirvi nel nostro incontro in Campidoglio lo scorso settembre.
Accolgo la sollecitazione che viene dalla vostra lettera, che ieri avete discusso nel vostro seminario con Lapo Pistelli, e condivido l'appello ad un rinnovato impegno della politica per la pace. L'urto cieco delle opinioni non trova altro modo per esprimersi se non la violenza. Ecco perchè la "comunità aperta" che sognava Aldo Capitini non è soltanto possibile, ma è urgente.
Io credo che il nodo cruciale del nostro secolo sia lo scontro non tra civiltà, ma tra tolleranza e fanatismo. E questo è vero per le grandi tensioni che attraversano il mondo come anche per le vicende gridate del nostro Paese: spesso la distanza incolmabile non è tanto tra chi è portatore di questa o quella identità, ma tra chi sceglie di stare in trincea e chi discute, tra chi ha messo l'elmetto e chi cerca sintesi virtuose. Amos Oz scrive che il compromesso è considerato da alcuni come una mancanza di dirittura morale, ma che nel suo mondo - quella parte di mondo segnata da troppe cicatrici aperte che anche in queste ore continuano a sanguinare - la parola compromesso è sinonimo di vita. L'impegno per la pace se non vuole restare enunciazione parte da queste considerazioni. E così è per l'impegno che la politica deve prendere nei confronti delle donne e degli uomini che aspirano a vivere serenamente.
Avete fatto bene in questi anni a richiamare più volte al realismo, avete fato bene a pretendere più della retorica e chiedere una politica che abbia forza. Ma per dimostrare di essere forte la politica deve ritrovare la propria credibilità. E sono convinto che per essere credibile la politica deve farsi carico di responsabilità che non restino eluse. Non è una posizione di comodo: il ritiro dei nostri militari dall'Iraq, la battaglia per la moratoria della pena di morte e l'impegno di pace in Medio Oriente sono ad esempio tra le responsabilità che il centrosinistra al governo ha scelto di assumersi e che oggi noi rivendichiamo con orgoglio.
Abbiamo dimostrato di credere che l'impegno per la pace si dimostra con il coraggio delle proprie scelte, incontrando accordi e disaccordi. Ma nuovi fronti si aprono ogni giorno, dal Darfur al Kenya, dalla Somalia ai Balcani, e la politica non può e non deve restare cieca e sorda. Vedete, anche in questa campagna elettorale che mi porta in giro per il Paese ad incontrare le straordinarie risorse e gli entusiasmi sinceri dell'Italia, non stiamo eludendo questi temi. E vedo una comunità che non vuole restarsene chiusa in se stessa, ma che si interessa, che si vuole occupare della società e del mondo in cui vive.
La politica deve parlare a questa comunità con chiarezza, deve ascoltare e poi deve saper offire risposte ma anche partecipazione. Non possiamo sottrarci: fin dalla sua nascita il Partito Democratico si è proposto come offerta di partecipazione ed oggi con il contributo di tutte e tutti è pronto a dare risposte efficaci a chi pone una domanda di futuro per sè e per gli altri.
Il movimento per la pace deve continuare a far sentire la propria voce. Deve continuare a marciare da Perugia ad Assisi e anche noi lo faremo come abbiamo fatto in questi anni. Verso chi ci pone domande sulla pace e la giustizia, verso chi chiede risorse per i diritti umani e la lotta alla povertà, l'impegno del Partito Democratico comincia camminando insieme fino ad Assisi e proseguirà nella pratica politica, nella volontà sincera di superare l'abitudine al litigio della politica italiana per affrontare con serietà le questioni reali che interessano davvero la nostra società.
Con affetto
Walter Veltroni
Articoli collegati
D’Alema dice che l’Italia spende poco per le armi. Che ne pensi?
Guerre -
Razzismo -
Europa -
Informazione -
PerugiAssisi -
Medio Oriente -
Africa -
T’illumino di + -
Afghanistan -
spese militari -
La Marcia continua. Di città in città!
Martedì 21 settembre 2010, Giornata Internazionale dell’Onu per la pace, prenderà avvio un nuovo anno d’impegno comune per la costruzione di una cultura e di una politica di pace. Contro la violenza, l’indifferenza e la rassegnazione. Un anno che ci deve aiutare a costruire più responsabilità e libertà per tutti. Ecco cosa ti proponiamo di fare insieme.
Contro la legge Balilla
Il suo vero nome è “legge Balilla” e porta la firma congiunta di ben tre ministri: La Russa (Difesa), Meloni (Giovani) e Tremonti (Economia). Obiettivo? Organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani. Costo previsto per i primi tre anni di sperimentazione: 20 milioni di euro. Niente male per essere tempo di crisi.
E' tempo di tagliare le spese militari!
Flavio Lotti: "E' tempo di cambiare il modo di spendere i nostri soldi. E di costruire un nuovo sistema di sicurezza che metta al centro la sicurezza umana, la sicurezza delle persone e non più la mera difesa di confini e di interessi nazionali sempre più incerti".
Parlino le città!
Chiedi al tuo comune di impegnarsi per la pace in Medio Oriente aderendo al programma "100 città per la pace in Medio Oriente". Scarica la delibera degli Enti Locali per la pace e i diritti umani.
05.07.2010
Senigallia 2010 - 2 e 3 luglio - Seminario nazionale della Tavola della pace
Il 2 e 3 luglio si è svolto il 28° Seminario nazionale della Tavola della pace "Contro la crisi più grande" per progettare la strada che vogliamo fare insieme fino alla Perugia-Assisi del 25 settembre 2011.
12.07.2010
Senigallia 2010 - Verso la prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi
Per visualizzare correttamente questo sito scarica Adobe Flash Player.
Array06.07.2010
Senigallia - Intervento di Luciano Corradini, Professore Emerito di Pedagogia Generale
Per visualizzare correttamente questo sito scarica Adobe Flash Player.
Array
















