In migliaia a Crotone per dire "No a tutte le Mafie"


Tove K.Hornelius


Erano almeno 7.000 persone a Crotone, secondo gli organizzatori, per dire "no" a tutte le mafie, provenienti dalla Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e dalla Sardegna…


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In migliaia a Crotone per dire "No a tutte le Mafie"

Erano in tanti ieri 1° marzo a Crotone per manifestare contro tutte la mafie. Giunti da tutta Italia. Con i loro bambini al seguito. In testa al corteo l’Arcivescovo di Crotone – S. Severina Mons. Domenico Graziani accompagnato da tanti giovani, commercianti e imprenditori che hanno sfilato in corteo insieme a partecipanti arrivati da tutta l'Italia. C’erano anche tanti artigiani, agricoltori, in una realtà in cui le intimidazioni del racket sono quotidiane nessuno ieri ha avuto paura di manifestare e gridare allo sviluppo contro la mafia e la massoneria deviata. Una manifestazione bella e colorata che ha visto esporre i segni per uno sviluppo sostenibile annunciando la predisposizione di un progetto concreto che da oggi sarà messo in cantiere, come recita il logo dell’evento.
Erano almeno 7.000 persone a Crotone, secondo gli organizzatori, per dire "no" a tutte le mafie, provenienti dalla Valle d'Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e dalla Sardegna, hanno sfilato per le vie della Città di Pitagora aderendo all'iniziativa del consorzio di cooperative sociali "Jobel" sulla scia della prima iniziativa svoltasi lo scorso anno a Locri in provincia di Reggio Calabria. Tanti gli slogan e gli striscioni che inneggiavano alla liberazione dalla 'ndrangheta, L’Arcivescovo di Crotone, mons. Domenico Graziani ha ribadito l’importanza di essere concreti e impegnati per il bene di tutti, nessuno può tirarsi indietro per sconfiggere i poteri occulti della mafia. Anche le  Acli, i sindacati e il mondo della cooperazione sociale erano presenti con migliaia di aderenti per dare un contributo a vincere la paura del cancro della criminalità. Per far ciò bisogna convincere i calabresi della loro forza".
Padre Zanotelli, dal canto suo, ha rivolto un invito ai calabresi a fare attenzione a non farsi espropriare "il bene più prezioso che è l'acqua" e ad evitare che la 'ndrangheta porti in Calabria rifiuti tossici e nocivi''. La manifestazione è partita dallo stadio “Ezio Scida” di Crotone attraversando tutta la città per arrivare in piazza della Resistenza dove si dove sono intervenute le autorità e i rappresentanti delle associazioni coinvolte nell’organizzazione della marcia contro tutte le mafie. Nel pomeriggio spazio per le testimonianze, per l’approfondimento e per la musica, con il concerto del gruppo Operai della Fiat 1100. La manifestazione, che quest’anno si è svolta a Crotone, “città simbolo di riscatto e di gravi problematiche che ne hanno segnato la cronaca recente”, spiegano gli organizzatori, oltre alla marcia per le vie della città e alla presentazione pubblica di un segno – lo scorso anno legato alla riappropriazione del proprio voto, liberato da clientelismo, poteri occulti e massonerie deviate –, è stata preceduta, il 28 febbraio, da una veglia di preghiera ecumenica in duomo a cui ha partecipato il vescovo di Crotone, mons. Domenico Graziani e il vescovo di Prato Mons. Gastone Simoni.

Incisivo ed importante il messaggio dei giovani. Ragazze e ragazzi che hanno deciso di non vendere la loro vita alla mafia, alla delinquenza organizzata, che non hanno le radici nella cultura mafiosa, che non tollerano l'omertà perché la bocca serve per parlare, gli occhi per guardare e la mente per pensare… Facciamo nostre le parole "E' cosa nostra parlare di libertà".

www.ettasos.com

Fonte: Articolo21

2 marzo 2009

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