Gli USA vendono 1.9 miliardi di dollari di bombe e munizioni ad Israele


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Il Dipartimento di Stato degli USA ha informato il Congresso della proposta di vendita di armi a Israele.


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Washington-AFP e Ma’an. Gli Stati Uniti prevedono la vendita di migliaia di bombe e munizioni ad Israele per un affare di 1.9 miliardi di dollari, secondo quanto riferito mercoledì da alcuni funzionari.

Il Dipartimento di Stato degli USA ha informato il Congresso della proposta di vendita di armi a Israele, nonché a proposito dell’accordo con l’Arabia Saudita, i due alleati che diffidano degli USA a causa dei negoziati di Washington con l’Iran sul programma nucleare di Teheran.

L’accordo in programma per la vendita di armi ad Israele comprende 14.500 Joint Direct Attack Munitions (JDAM), un sistema di guida attaccato alle bombe che permette ai jet militari dell’aeronautica di colpire direttamente con l’assistenza del GPS, oltre a 3.000 missili Hellfire, 250 missili aria-aria a medio raggio, 4.100 bombe plananti e 50 bombe BLU-113 “super penetranti” realizzate per raggiungere siti sotterranei.

La notifica ai parlamentari della prevista vendita di armi è giunta dopo una inchiesta apparsa sul quotidiano Haaretz la quale suggeriva che Washington potrebbe incrementare il proprio aiuto militare ad Israele come ricompensa per un possibile accordo tra l’Iran e le maggiori potenze per limitare l’attività nucleare di Teheran.

Israele, che ha fortemente criticato la diplomazia degli USA con l’Iran, si è riservata il diritto di effettuare azioni militari unilateralmente contro l’Iran per impedirle di ottenere armi nucleari e le munizioni per i siti sotterranei potrebbero essere utilizzate per colpire i siti nucleari che si trovano sotto terra.

Il Pentagono ha reso noti alcuni documenti a febbraio del 2015 che confermano che Israele è una potenza nucleare, ritenuto il solo paese del Medio Oriente a possedere armi atomiche.

Ma Israele non ha mai riconosciuto pubblicamente il fatto e non è un firmatario del Trattato di Non-proliferazione Nucleare.

Durante l’annuncio di mercoledì, i funzionari statunitensi hanno detto che la vendita prevista sarebbe solo per rifornire scorte già esistenti negli arsenali israeliani e non fornirebbe al paese nuovi tipi di armi.

“La vendita in previsione di questi equipaggiamenti permetterà ad Israele di rafforzare le proprie esigenze di auto-difesa”, secondo l’Agenzia di Cooperazione per la Difesa e la Sicurezza.

Le principali aziende coinvolte nell’accordo per la vendita delle armi sono Boeing, Lockheed Martin, General Dynamics, Ellwood National Forge Company e Raytheon Missile Systems.

L’accordo arriva qualche settimana dopo che alcuni veterani israeliani della ONG Breaking The Silence hanno criticato l’offensiva israeliana della scorsa estate sulla Striscia di Gaza; come membri delle forze armate israeliane hanno testimoniato che i militari hanno agito in modo eccessivo senza nessun rispetto per le vittime civili.

Come parziale risposta alle operazioni militari di Israele a Gaza, gli USA hanno posto il freno ad un trasferimento di missili verso Israele ad agosto 2014. Un funzionario statunitense ha dichiarato al Wall Street Journal che questa decisione ha cercato di migliorare il controllo sulle spedizioni di armi verso Israele, e voleva dimostrare che la Casa Bianca non concedeva ai militari israeliani “carta bianca” per le sue operazioni a Gaza.

I 50 giorni di guerra tra Israele ed i militanti palestinesi durante luglio ed agosto dello scorso anno hanno provocato oltre 2.200 morti tra i Palestinesi, la maggioranza dei quali civili, e migliaia di feriti.

Con un simile accordo, gli USA prevedono anche la vendita di circa 1.9 miliardi di dollari in armamenti all’Arabia Saudita, come hanno riferito i funzionari assieme all’accordo raggiunto con l’esercito israeliano.

L’uguale importo delle vendite agli eserciti israeliano e saudita riflette l’impegno di Washington di assicurare ad Israele “copertura militare di qualita’” nella regione, hanno poi aggiunto i funzionari.

Gli Stati Uniti hanno raggiunto accordi per 90 miliardi di dollari con l’esercito dell’Arabia Saudita tra il 2010 ed il 2014; le principali aziende per la difesa coinvolte nella vendita all’Arabia Saudita sono state Sikorsky Aircraft Corporation e il gigante aerospaziale Lockheed Martin.

Israele è il principale destinatario, in totale, dell’assistenza all’estero degli USA fin dalla seconda guerra mondiale, dato che gli Stati Uniti hanno fornito ad Israele un totale di 121 miliardi di dollari fino ad aprile 2014, secondo un rapporto preparato per il Congresso USA dal Congressional Research Service, dei quali la maggior parte per assistenza militare.

Il Congresso deve essere informato 30 giorni prima che l’amministrazione possa compiere gli ultimi passi verso una vendita di armi ad un governo straniero. La vendita può andare avanti a meno che i parlamentari non votino per il suo blocco o modifichino l’accordo.

(Nella foto: la base dell’aereonautica israeliana di Palmachim, a sud di Tel Aviv. AFP/Pedro Ugarte, File)

Traduzione di Aisha Tiziana Bravi

Fonte: Agenzia stampa Infopal – www.infopal.it

25 maggio 2015

 

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