“Condanno l’Iran ma disertare Ginevra è stato un errore”


Umberto De Giovannangeli - L'Unità


Il direttore esecutivo di Human Rights Watch: “La conferenza non si ridurrà alle farneticazioni di Teheran, l’obiettivo è battere la xenofobia”.


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“Condanno l’Iran ma disertare Ginevra è stato un errore”

“Per le condizioni che hanno ispirato da sempre la mia attività, per la mia storia persnale e quella della mia famiglia, mai e poi mai avrei accetto di essere parte di una conferenza antisemita. A Ginevra vogliamo discutere di come contrastare una delle piaghe più gravi e pericolose dei nostri tempi: il razzismo, la xenofobia. E non permetteremo che la Conferenza si riduca alle farneticazioni di Ahmadinejad”. A parlare è Kenneth Roth, americano, direttore esecutivo di Human Rights Watch, una delle più importanti organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. Kenneth Roth non ha mai dimenticato la sofferenza e gli insegnamenti di suo padre, fuggito dalla Germania nazista nel 1938. “ Nel progetto di dichiarazione finale – rileva- non vi sono più riferimenti a Israele ed anche il concetto di diffamazioni delle religioni è stato eliminato. Così come è stata bocciata la richiesta iraniana di “diluire” il riferimento all’Olocausto”.
La comunità internazionale si è divisa sulla Conferenza Onu sul razzismo
“Non condivido la scelta di chi si è chiamato fuori da un appuntamento così importante. Non esserci è comunque un errore, soprattutto quando al centro di un evento così significativo vi è un tema cruciale come la lotta al razzismo e alla xenofobia”.
Per i Paesi che hanno scelto di non esserci questa Conferenza più che contro il razzismo si configura come la Conferenza contro Israele
“Queste preoccupazioni sono state fatte proprie dal comitato che ha preparato il progetto di dichiarazione finale. In quel progetto non c’è traccia di antisemitismo né è animato da un pregiudizio anti israeliano…”
Ma a Ginevra ha parlato un dichiarato nemico di Israele: il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad.
“Non condivido una parola, una virgola del suo intervento e bene hanno fatto quei delegati che hanno manifestato apertamente la loro contrarietà alle accuse di razzismo rivolte a Israele. Ma Ginevra non è riducibile ad un “Ahmadinejad Show”. Il centro della Conferenza non è Israele ma è la lotta al razzismo alle discriminazioni etniche, culturali, religiose, sessuali a cui ogni giorno sono sottoposte milioni di perone. Nei cinque giorni dei lavori si confronteranno esperienze diverse alla ricerca di una linea comune per combattere ogni forma di discriminazione. Chiamarsi fuori da questo confronto è un errore. Non è disertando che si isolano gli istigatori all’odio”.

Fonte: L'Unità

21 aprile 2009

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