Boicottaggio puro o parziale. Bisogna minacciare la Cina


Bernard-Henry Lévy


I diritti umani e le olimpiadi. "Per tre ragioni


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Boicottaggio puro o parziale. Bisogna minacciare la Cina

E’ una buona cosa, la mobilitazione in favore dei tibetani. È proprio un’ottima cosa. Ma cosa pensare della Birmania dove lo stesso genere di soldatesca, sostenuta dallo stesso potere cinese, non ha disarmato, per quanto ne sappia, e di cui nessuno parla più? Cosa pensare dei diritti dell’uomo all’interno della Cina, di questo Paese-mondo sotto la cappa della dittatura, di questo impero della miseria e della violenza al cui proposito ci raccontavano che le Olimpiadi avrebbero avuto il merito di aprirlo alla democrazia, mentre avviene il contrario, l’esatto contrario (caccia agli ultimi poveri, ai barboni, agli individui in situazioni irregolari a ai rari dissidenti che sarebbero capacissimi, i farabutti, di guastare a Hu Jintao la sua grande parata mondiale)? Cosa pensare, infine, del Darfur, che sembra decisamente uscito dai nostri schemi mentali allorché, nel momento in cui scrivo, gli stessi janjaweed, appoggiati dalla stessa aviazione sudanese, equipaggiata e benedetta dallo stesso Hu Jintao, stanno finendo il loro sporco lavoro, cominciato quattro anni fa, che consiste nella purificazione etnica e nel lasciare dietro di sé terra bruciata?
Per tre ragioni – quattro con il Tibet – è stata una cattiva idea organizzare i Giochi in uno dei Paesi del mondo dove i valori che rappresentano lo spirito delle Olimpiadi, i suoi ideali di umanesimo e fratellanza sono sistematicamente disprezzati. Per queste tre ragioni – quattro con il Tibet – un giorno ci ritroveremo ad arrossire per aver fatto un immenso regalo all’ultimo grande Stato totalitario del pianeta. E per queste tre ragioni – quattro con il Tibet – occorre, checché ne dicano i codardi, fare di tutto affinché da un male scaturisca un bene, affinché la minaccia, e dico proprio minaccia, del boicottaggio obblighi i cinesi a venire a aspetti su questi quattro scenari. Boicottaggio puro? Boicottaggio delle cerimonie? Boicottaggio, da parte degli atleti, della prestazione spettacolare che da loro ci si aspetta? Poco importa. Tutto va bene. A condizione, naturalmente, che l’intenzione sia ferma e la minaccia credibile.

Articolo di: Bernard-Henry Lévy

Traduzione di: Daniela Maggioni

Fonte: Corriere della Sera

4 aprile 2008

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