INTERNAZIONALE


I palestinesi si ammalano nelle carceri israeliane

In meno di una settimana il virus ha colpito il 20 per cento dei detenuti palestinesi nel carcere di Gilboa. Inascoltati gli avvocati del Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele.

Washington torna a parlare con il mondo!

È probabile che gli Stati Uniti di Biden riabbracceranno la diplomazia multilaterale, rinnegata da Trump in nome dell’unilateralismo e dell’America first.

I migranti portano il covid-19?

L’allarmismo della frase della ministra Lamorgese è in contrasto con quanto detto nelle ultime settimane da epidemiologi ed esperti che hanno definito la situazione sanitaria degli stranieri sotto controllo.

Due anni di razzismo e odio!

Gli anni peggiori per gli attacchi razzisti e i discorsi di odio in Italia, come documenta il Libro Bianco sul Razzismo.

Virus e guerre, un circolo vizioso!

La diffusione del virus Covid-19 potrebbe peggiorare le guerre. Potrebbero alimentarsi a vicenda, creando un circolo di vizioso difficile da fermare.

E’ possibile salvare le Nazioni Unite?

L’Onu compie 75 anni e il suo lavoro è sempre più difficile! Difendiamo e promuoviamo il rispetto della Carta dell’Onu. Come facciamo con la nostra Costituzione. Vediamo su Zoom il 26 giugno!

Un nuovo stato sociale per uscire dalla crisi

La crisi legata alla pandemia del covid-19 renderà più rapida la fine della globalizzazione liberista e farà emergere un nuovo modello più equo? È possibile, ma nulla è scontato! Articolo di Thomas Piketty.

Sospeso il debito dei paesi poveri. E dopo?

Un gesto importante in favore dei paesi più poveri, esonerati dal rimborso del debito per l’anno in corso. Circa 20 di miliardi di dollari che potranno essere impiegati nella lotta contro il virus. Ma è sempre più necessaria una cancellazione dei debiti, soprattutto per la lotta al coronavirus.

Il Mondo dopo il virus

In questo momento di crisi, dobbiamo fare due scelte particolarmente importanti. La prima è tra la sorveglianza totalitaria e la responsabilizzazione dei cittadini. La seconda è tra l’isolamento nazionalista e la solidarietà globale.

Smettiamo di dire che è una guerra!

Non è una guerra ed è pericoloso pensare che lo sia perché in questa cornice risultano legittimate derive autoritarie.

La pandemia non ferma le guerre!

Sono i dannati del coronavirus: gli sfollati del nord della Siria, i rifugiati ammassati nella terra di nessuno tra la Turchia e la Grecia, gli abitanti intrappolati della Striscia di Gaza, i profughi delle guerre in Afghanistan, Sud Sudan e Yemen, i rohingya perseguitati in quella che fu la Birmania…

Siamo in guerra? Il coronavirus e le sue metafore

Parlare di guerra, d’invasione e di eroismo, con un lessico bellico ancora ottocentesco, ci allontana dall’idea di unità e condivisione di obiettivi che ci permetterà di uscirne.