Accordo Fiom: “Manifestiamo a piazza del Popolo”


l'Unità.it


Dopo l’ordinanza Alemanno che ha vietato i cortei a Roma per un mese all’indomani delle devastazioni dei black bloc, anziché sfilare, la Fiom ha scelto una piazza dove protestare in “forma statica”.


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Accordo Fiom: "Manifestiamo a piazza del Popolo"

Le tute blu non sfileranno venerdì prossimo a Roma, ma protesteranno con un sit-in in piazza del Popolo. La linea della 'massima sicurezza' ha prevalso sulle ragioni del corteo degli operai di Fiat e Fincantieri, che era stato indetto dalla Fiom per il prossimo 21 ottobre. L'accordo per la scelta di una piazza dove protestare in 'forma statica', anziché sfilare, è stato raggiunto in serata al termine di una mediazione del Questore Francesco Tagliente con il sindacato.

La ferita dei disordini di sabato scorso al corteo degli Indignati, dove centinaia di teppisti hanno messo a ferro e fuoco la Capitale, è ancora aperta. E il rischio di tensioni provocate da facinorosi e black bloc è reale. Fin da lunedì scorso, infatti, il Questore aveva annunciato con fermezza il divieto a un corteo in qualsiasi zona della Capitale, per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Poi l'ordinanza del Sindaco Gianni Alemanno, sul divieto dei cortei per un mese nel territorio del I municipio della Capitale. E nonostante la proposta della Fiom di proporre un corteo alternativo da piazza del Popolo a viale Mazzini, in un territorio fuori della prima circoscrizione, non è arrivato nessun "Sì" dalla Questura. Ma una mediazione per una protesta «stanziale» all'interno di una piazza.

La Fiom punta a far diventare Piazza del Popolo «la piazza di Roma che riconquista gli spazi della democrazia, dando voce ai lavoratori», perché «quanto è avvenuto – precisa Landini – trovo che indichi che ci sia un tentativo del governo di utilizzare un fatto grave per impedire libertà e diritti democratici».

Per la protesta di venerdì la Fiom ha anche annunciato che garantirà un servizio di sicurezza: «Non ci saranno né facce coperte né caschi», assicura Landini. E sulla scelta di vietare il corteo in tutta la Capitale è intervenuto anche il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, per il quale Roma è stata «una città ferita pesantemente. Ha diritto ad un periodo di tregua». Anche Alemanno ha detto di «non discutere le scelte della Questura», ricordando che «la comunità cattolica e quella ebraica hanno scelto spontaneamente di ritirare la domanda per le loro processioni». Alemanno poi ha voluto sottolineare che «Roma Capitale è a disposizione per aiutare in ogni modo questa manifestazione».

Al sit-in di venerdì prossimo parteciperanno comunque anche alcuni 'Indignati' che hanno sfilato sabato scorso, come gli studenti. Per il movimento della Rete della conoscenza, la decisione di impedire agli operai della Fiom di fare un corteo è «indegna». Gli studenti hanno annunciato l'adesione alla mobilitazione in una lettera aperta agli operai metalmeccanici. «Le vostre lotte sono anche le nostre – si legge nella lettera – perché‚ come studenti, futuri lavoratori, non possiamo accettare che vengano a voi imposte condizioni di lavoro senza dignità basate sullo sfruttamento».

Fonte: l'Unità

19 ottobre 2011
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