CURA NON BOMBE – Ordine del giorno contro le spese militari


La redazione


Vedi l’appello fatto dal Sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi il 4 novembre 2026. Approviamolo in ogni Comune d’Italia in vista della Legge di Bilancio 2027.


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Difendi i giovani, l’umanità e il pianeta

Basta spese militari!

 
 

Chiedi al tuo Comune di farsi sentire!

Chiedi al tuo Comune
di opporsi all’aumento delle spese militari!

 

In vista della Legge di Bilancio 2027
chiedi al tuo Comune di approvare subito l’ordine del giorno!
Chiedilo al Sindaco, a un Assessore o a uno dei Consiglieri comunali. Chiedilo anche alla tua Provincia e Regione

 

SCARICA L’ORDINE DEL GIORNO ▶ ODG Cura non bombe

 

L’odg è promosso da:
Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace

Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

 

Vedi l’appello del Sindaco di Pistoia

https://www.youtube.com/shorts/clTxQjmy9kQ

 

Ordine del Giorno

Cura non bombe
Difendiamo le persone, le città e il pianeta. Smettiamo di fare le guerre!

Il Comune di ____________________________

Considerato che le tensioni globali stanno spingendo le spese militari a livelli stratosferici (+14% nell’ultimo anno in Europa), la minaccia dell’uso delle armi nucleari è ai livelli più alti degli ultimi decenni, le armi di piccolo calibro e le armi leggere continuano a proliferare e le nuove tecnologie combinate con l’intelligenza artificiale stanno rendendo i conflitti sempre più letali;

Considerato che questo enorme impiego di risorse avviene mentre centinaia di milioni di persone sono private della dignità e dei diritti fondamentali, milioni di famiglie affrontano crescenti difficoltà economiche e sociali, i sistemi sanitari ed educativi sono sottoposti a forti pressioni e le città devono fronteggiare sempre nuove emergenze sociali e climatiche;

Ricordando l’impegno assunto dalla comunità internazionale all’indomani di due guerre mondiali di “salvare le future generazioni dal flagello della guerra” e di “promuovere e proteggere la pari dignità di ogni essere umano e, in particolare, i diritti delle donne e dei bambini”;

Richiamati gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana che impegnano la Repubblica a riconoscere e garantire i diritti inviolabili della persona, ad adempiere ai doveri di solidarietà e a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;

Richiamato altresì l’articolo 11 che stabilisce “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e l’articolo 26 della Carta delle Nazioni Unite, che impegna l’Onu a promuovere il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale con il minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti;

Considerata la necessità urgente di lavorare per abbassare la tensione internazionale e interna, scongiurare il pericolo crescente che l’Europa si trovi al centro di una terza guerra mondiale e tornare a investire nella ricostruzione dell’architettura della pace;

Raccogliendo il monito di Papa Leone XIV: “non si chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”;

Condividendo il richiamo del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres che, presentando il rapporto “La Sicurezza di cui abbiamo bisogno”, ha denunciato che “il mondo spende molto più per fare la guerra che per costruire la pace”;

Ricordando che i bilanci sono scelte politiche e destinare anche solo una parte delle attuali spese militari alla costruzione di un presente e un futuro più sicuro e dignitoso per le giovani generazioni, alle persone, alle famiglie e alle imprese in difficoltà e alla costruzione di città solidali e sostenibili risolverebbe molti problemi urgenti;

Riconoscendo il ruolo e la responsabilità dei Comuni che sono chiamati a “fare pace” rispondendo a bisogni sempre più complessi delle famiglie, dei giovani, degli anziani, delle persone con disabilità e altre fragilità, delle imprese e di quanti rischiano quotidianamente di essere esclusi dalla vita economica e sociale con sempre minori risorse e strumenti;

Condividendo l’impegno scaturito dall’Assemblea Nazionale delle Città per la pace a costruire una Città Disarmata e Disarmante, Cantiere e Scuola di pace che si esprima attraverso la cura delle persone, dell’umanità e del mondo;

CHIEDE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO ITALIANO

1. di non aumentare ulteriormente le spese militari, evitando nuovi stanziamenti destinati al riarmo e privilegiando, nelle scelte di bilancio, gli investimenti necessari a garantire la dignità e i diritti fondamentali, la sicurezza umana e la qualità della vita delle persone;

2. di investire nelle città che sono le infrastrutture essenziali della pace sociale e internazionale, aumentando le risorse a disposizione dei Comuni per sviluppare e non deprimere la cura di ogni persona e della comunità intera, a partire dai più piccoli e dai più fragili, rafforzare la sanità territoriale, i servizi sociali ed educativi, la scuola, le politiche giovanili, la prevenzione del disagio e della violenza, la cura dell’ambiente e degli spazi pubblici e così contrastare le disuguaglianze sociali, affrontare le emergenze climatiche, assicurare il rispetto della dignità e dei diritti di tutte e di tutti;

IMPEGNA IL SINDACO

1. a trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, alla Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri competenti;

2. a dare pubblica diffusione al presente ordine del giorno, promuovendo la sensibilizzazione e la partecipazione attiva delle giovani generazioni e, in generale della cittadinanza, alla costruzione di una Città Disarmata e Disarmante, Cantiere e Scuola di pace che si esprima attraverso la cura delle persone, dell’umanità e del mondo;

3. a collaborare con il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani per l’attuazione del programma che culminerà nella Marcia PerugiAssisi della Pace e della Fraternità del 10 ottobre 2027.

DECIDE INOLTRE DI

dichiarare il Comune di __________________ “Città per la pace e i diritti umani” e aderire al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, che dal 1986 riunisce i Comuni, le Province e le Regioni impegnate in Italia a costruire la pace promuovendo la cura delle persone, dell’umanità e del pianeta, secondo le modalità previste dallo Statuto.

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