"Questa stangata porterà inflazione in tutto il mondo"


Francesco Semprini


Intervista al guru Usa Allen Sinai. La pressione minaccia anche l’Occidente "Sarà più difficile riassestare l’economia".


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"Questa stangata porterà inflazione in tutto il mondo"

Il professor Allen Sinai non ha dubbi: il caro-riso agisce sulla spesa globale, gonfia il livello generalizzato dei prezzi e rende difficile alle banche centrali agire sul costo del denaro per rilanciare l'economia frenata dalla bonaccia degli ultimi mesi. Per l'economista fondatore dell'osservatorio Decision Economics inoltre, nei Paesi
poveri e in via di sviluppo ai rischi di mercato si aggiungono l'instabilità politica e le turbolenze sociali.
Cosa c'è dietro l'impennata dei prezzi del riso?
«L'enorme balzo della domanda, specie di quel tipo di riso che viene consumato dalle popolazioni dei Paesi poveri. È la Cina a trainare la crescita della richiesta divenuta superiore a quella di grano e metalli e che costringe a razionare le esportazioni per far fronte alle esigenze interne. C'è da dire inoltre che in un clima di generale volatilità dei prezzi anche le strategie dei trader possono gonfiare sino al 10-15% il valore sui listini di borsa».
Quali saranno le conseguenze?
«La crescita dell'inflazione. Aumenteranno i costi di produzione delle aziende che usano i prodotti alimentari come fattori produttivi, i ristoranti ritoccheranno i prezzi e tutti gli operatori della filiera agro-alimentare dovranno fare i conti con rincari a monte. Questo avrà conseguenze sul livello generale delle spese per consumi e quindi sui prezzi al dettaglio».
L'impennata è più rischiosa di quella del greggio?
«I prezzi dei prodotti alimentari in tutto il mondo rappresentano una componente importante dei panieri usati per calcolare l'inflazione. Quindi il balzo dei prezzi del riso comprime il potere di acquisto e rischia di essere amplificato nelle economie in cui il costo del denaro non è tenuto saldamente sotto controllo dalle autorità
monetarie. Mentre nei Paesi occidentali, la ripresa di spinte inflazionistiche minaccia le strategie di rilancio economico attuate dalle banche centrali. Il caro-riso non fa altro che aggravare e ampliare geograficamente quello che il caro-greggio sta facendo da mesi col rischio di trovarci in una situazione simile a quella degli
anni Settanta ma con un quadro internazionale più complesso».
Ci sono rischi di instabilità politica?
«Senza dubbio, specie dove il riso è essenziale per la sopravvivenza, ovvero Africa e parte del sud-est asiatico e dove sono in atto violente proteste. Ma potrebbe creare instabilità anche in Cina dove il riso rappresenta una merce di scambio essenziale per l'export. Per il mondo occidentale infine rischia di essere una bomba ad orologeria».
Ci potrebbero essere conseguenze in Italia o Usa?
«L'Italia non dipende troppo dal riso straniero. Tuttavia effetti potrebbero esserci sui prezzi. Per gli Stati Uniti le ricadute potrebbero essere anche maggiori e rischiano di vanificare gli sforzi anti-recessione di banca centrale e Tesoro».
Siamo nel mezzo dei lavori di primavera di Fmi e Banca Mondiale: possono i due Istituti internazionali fare qualcosa?
«No. Si tratta di un fenomeno di mercato: deve aver un naturale decorso attraverso aggiustamenti di domanda e offerta».

Fonte: La Stampa

9 aprile 2008

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