Franco Rasetti: l’uomo che disse no alla bomba


Angela Russoniello


Aveva una visione chiara e scientifica dei disastri che avrebbe provocato la bomba nei conflitti mondiali. Il fisico Franco Rasetti si oppose all’uso dell’energia nucleare a scopo di guerra.


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Franco Rasetti: l'uomo che disse no alla bomba

“La Fisica non può vendere l’anima al diavolo” queste le inequivocabili parole pronunciate da Franco Rasetti, il fisico, l’amico di Enrico Fermi, che si oppose all’uso dell’energia nucleare a scopo di guerra alle soglie dello scontro finale del secondo conflitto mondiale. E’ Pietro Greco giornalista e scrittore, socio dell'Agenzia di giornalismo scientifico Zadig di Roma e direttore del Master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, ad aprire il secondo appuntamento alla Limonaia nel ciclo di incontri all’interno della manifestazione “Pisa città per la Pace e per i Diritti Umani” e a presentarci un Franco Rasetti dagli innumerevoli interessi. Un uomo eclettico con l’amore per l’Alpinismo, per la botanica e l’antropologia.  
Franco Rasetti, nato il 10 Agosto 1901 in provincia di Perugia, inizia la sua carriera universitaria nel 1918 alla facoltà di Ingegneria di Pisa dove conosce Fermi, il quale intuite le sue capacità, riesce a convincerlo a cambiare il suo indirizzo di studi per la Fisica. Si laureano entrambi nel 1922 e intraprendono la carriera universitaria a Firenze.
L’uno influenza l’altro soprattutto dal punto di vista culturale.
“Rasetti è il fisico che sperimenta con il gusto dell’estetica anche negli esperimenti, mentre Fermi è l’uomo della fisica quantistica e della matematica” per usare le parole di Pietro Greco. Con loro nasce una scuola di eccellenza, quella che incoraggia il lavoro in gruppo dei fisici, quella dei “Ragazzi di Via Panisperna” di cui faranno parte personalità illustri come quelle di Segrè, Maiorana e D’Agostino.
Dal 1932, l’anno in cui i Curie a Parigi scoprono la radioattività artificiale, si apre una nuova era per la Fisica.
Ma dal 1936 inizia lo scioglimento del gruppo di via Panisperna e una migrazione verso l’America e gli USA in particolare, di molti scienziati tra i quali Einstein, a causa delle leggi razziali che vengono emanate in Germania e in Italia.
Fermi viene insignito del Nobel nel 1938 e insieme alla moglie parte per Stoccolma. Da lì si trasferirà  negli Stati Uniti.
Anche Rasetti pur non avendo motivi per andare via, vola in esilio volontario a New York chiamato ad insegnare alla Columbia University. Nel 1939 gli viene proposta una cattedra all’Università di Laval del Quebec, Canada.
E’ con la scoperta di Otto Hann e Lise Meitner sulla fissione del nucleo nel 1938, che Fermi si accorge che questa operazione è in grado di generare un’energia molto potente.
Insieme ad Oppenheimer e ad altri fisici Fermi accetta di partecipare al Progetto Manhattan per la costruzione di una bomba atomica da usare nel conflitto contro Hitler.
Rasetti rifiuta di partecipare al progetto con un categorico no. Un NO alla “Fisica che si sporca le mani”.
Pietro Greco continua la sua presentazione illustrando gli ultimi anni della vita di Franco Rasetti. Anni all’insegna di un allontanamento dalla Fisica per insegnare paleobiologia alla Johns Hopkins University e per accettare la cattedra a Waremme, in Belgio, dove muore nel 2001 alla veneranda età di 100 anni.
Dopo la Biografia Greco si sofferma su una analisi comparativa tra le grandi personalità di Teller, Einstein e Rasetti. Tre uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita alla scienza e alla ricerca.
Teller è stato portavoce di una scienza non responsabile. Si ricorda a tal proposito la sua affermazione “non si può e non si deve arrestare il progresso della scienza pura e applicata”. E’ considerato il padre della “Bomba H” e uno dei protagonisti del riarmo durante la Guerra Fredda.
Einsten invece è il simbolo dell’etica della relatività. Le sue scelte si collocano in tre diversi periodi storici: tra il 1914 e il 1932 è un serio assertore di un pacifismo radicale; tra il 1933 e il 1945 si definisce un “pacifista autosospeso” perché “contro Hitler e il Nazismo non c’è altro modo per opporsi”. Dal 1945 al 1955 lo vediamo attivo pacifista per il disarmo nucleare perché “con la caduta del Nazismo il Progetto Manhattan non ha più ragione di esistere”.
Rasetti è l’emblema dell’etica dell’assoluto e il “No alla bomba” è il suo manifesto.
Dall’indagine di Pietro Greco emerge che sia Einstein che Rasetti in qualche modo sentono la responsabilità della scienza nei confronti delle scoperte e, mentre Einstein compie una attenta analisi del contesto in cui si viene a collocare l’utilizzo della bomba atomica, Rasetti pone la sua rinuncia incondizionata. Quella che può apparire discutibile è l’accettazione incondizionata di Teller all’interno di una “scienza irresponsabile”  incurante delle conseguenze.
Eterna diatriba Scienza-Etica.

di Angela Russoniello 

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