JANIKI CINGOLI


Gaza, il puzzle del negoziato

Nella sua prima dichiarazione, Obama ha espresso profonda preoccupazione per le vittime civili a Gaza e in Israele. Il nuovo presidente ha inoltre preannunciato un serrato impegno della sua amministrazione sulla questione mediorientale, subito dopo il suo insediamento del prossimo 20 gennaio.

Miracolo Livni?

La vittoria di Tzipi Livni per la premiership di Kadima si è rivelata molto più contrastata di quanto predicessero i sondaggi e gli exit poll, che ancora una volta hanno fatto cilecca. Ma come sostiene Janiki Cingoli, direttore del Centro Italiano per la pace in Medio Oriente, non c’è da meravigliarsene.

Obama ha trovato un Medio Oriente diverso

Per un capriccio della storia, i protagonisti paiono oggi tutti quei cattivi che lo stesso Bush aveva cercato di emarginare e mettere all’angolo, nella sua battaglia contro l’Asse del male.

Medio Oriente. Il disgelo

Da alcuni giorni è iniziata a Gaza la tregua tra Israele ed Hamas, grazie alla paziente mediazione dell’Egitto e del capo dei suoi servizi segreti, Omar Suleiman, che dovrebbe essere accompagnata da un allentamento della chiusura ai valichi di frontiera.

La doppia verità su Hamas

«Chi ci invita a negoziare con Hamas ci invita a negoziare sulle misure della nostra bara», tuona l’ambasciatore israeliano Meir in risposta alle affermazioni del nostro ministro degli esteri, D’Alema, che in una intervista a Sky aveva sostenuto: «Hamas controlla un pezzo importantissimo del territorio palestinese. Se si vuole la pace bisogna coinvolgerli».

Se Gaza scoppia

"Va detto a chiare note -afferma Janiki Cingola nell’editoriale edito su www.cipmo.org- che la continua pioggia di razzi che piove sulle città di confine israeliane è grave e inaccettabile per chiunque… In prospettiva, riprende attualità anche la creazione di una forza internazionale di interposizione, a partire da Gaza".

Medio Oriente: tre scenari più uno

Bush arriva a Gerusalemme in un momento in cui molte incognite e molte polemiche si addensano sulla ripresa dei negoziati, sia riguardo gli insediamenti israeliani, sia per la ripresa degli attacchi dei miliziani legati a Al Fatah in Cisgiordania.

Dopo Annapolis "Il negoziato fragile"

Il Direttore del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente Janiki Cingoli annuncia: "Il 17 dicembre è prevista a Parigi la Conferenza dei paesi donatori, che dovrebbe varare un piano di 5,6 miliardi di dollari in tre anni per risollevare l’economia palestinese".