Anno nuovo, vecchie magagne


Eleonora Della Ratta - famigliacristiana.it


Scuola si ricomincia anche con i problemi. Insegnanti precari e mal pagati. Caro libri e non solo.


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Handsome pensive young man studying on a stack of books on table.

I professori universitari si lamentano della preparazione degli studenti che escono dalle scuole superiori, che spesso non sono in grado di comprendere un testo o scrivere correttamente in italiano (errori di ortografia e grammatica, giurano, li trovano anche nelle tesi). Quelli della secondaria registrano carenze importanti nei ragazzi che arrivano dalle medie, dove i docenti non sono del tutto soddisfatti dei risultati delle elementari. Ora, se non vogliamo dare la colpa agli asili, è evidente che qualche problema nella scuola italiana c’è. Anzi, ce ne sono diversi, tutti più o meno collegati. Lo dimostrano i risultati dei test Invalsi, le prove nazionali per verificare la preparazione dei ragazzi, e di quelli Pisa, il programma per la valutazione internazionale degli allievi, temuti più dagli insegnanti che dagli studenti. Lo dimostrano anche gli scioperi già in programma per ottobre, sostenuti dai sindacati degli insegnanti ma anche dalle proteste degli studenti. Per non parlare del cattivo stato dell’edilizia scolastica, le difficoltà delle famiglie ad affrontare le spese per i libri, la mancanza di aule e attrezzature.
Si tratta di problemi cronici, affrontati con più o meno piglio dai diversi ministri dell’Istruzione, sempre in lotta con la mancanza di fondi e un’organizzazione del sistema scolastico difficile da smuovere.

Preparazione disomogenea. La scuola dell’obbligo non è uguale per tutti.  I programmi e i libri sono gli stessi in tutta Italia, ma evidentemente la qualità dell’insegnamento cambia a seconda del territorio. Lo confermano anche i risultati delle prove Invalsi 2012/2013 che hanno coinvolto 13.232 scuole: resta il divario tra Nord e Sud, nonostante il miglioramento di alcune regioni come Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, gli studenti più preparati si confermano nella Provincia di Trento, in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Piemonte. La preparazione è disomogenea anche nelle diverse materie: i ragazzi sono più bravi nelle materie letterarie (ma con difficoltà nella grammatica) rispetto a quelle matematiche (a far paura sono soprattutto geometria e funzioni).

 Insegnanti precari e mal pagati. Ben prima della crisi economica, quello degli insegnanti è ormai un mestiere precario da tempo. È servito a poco anche l’ultimo concorso: 7.351 i vincitori che dovevano entrare a ruolo dal 1° settembre, ma solo la metà avrà il posto.Gli altri dovranno aspettare ancora un anno, ma secondo l’Anief (uno dei sindacati degli insegnanti) c’è il rischio che la graduatoria decada e che gli idonei restino a bocca asciutta. La precarietà degli insegnanti e i bassi stipendi (tra i più bassi d’Europa) non aiutano certo la scuola: oltre alla passione e alla motivazione, chi si ritrova tra le mani tanti giovani da formare dovrebbe almeno avere una certa tranquillità. In più è difficile, anche da un punto di vista pratico, l’organizzazione dell’attività nelle scuole e a farne le spese sono, di nuovo, gli studenti.

Caro libri e non solo. Come ogni anno le famiglie si trovano a fare i conti con l’acquisto dei libri, della cancelleria e di tutto quello che serve ai propri figli per studiare, dal dizionario ai quaderni. Secondo il Codacons quest’anno per i testi scolastici si spende il 5% in più rispetto al 2012 (senza considerare dizionari, atlanti e libri consigliati), mentre sono aumentati del 3,5% i prezzi di quaderni, cartelle e cancelleria. Le famiglie si frugano in tasca e cercano di risparmiare con i mercatini dell’usato e i libri di seconda mano. Ma quello che manca in Italia è un programma adeguato di borse di studio, non soltanto per i ragazzi provenienti da famiglie in difficoltà economica (tra l’altro sempre più numerose), ma anche per i più meritevoli. Su questo il Decreto del Fare varato dal Governo Letta è intervenuto con uno stanziamento di 5 milioni di euro per il prossimo anno scolastico (17 milioni nei prossimi 5 anni) a finanziare il “Piano nazionale di sostegno al merito e alla sostenibilità degli studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi”.

Al passo con i tempi, ma non per tutti. Lavagna elettronica, ebook, aule e laboratori all’avanguardia. Le intenzioni ci sono, ma nella realtà la maggior parte delle scuole non hanno a disposizione tutto questo. La causa è sempre la stessa: la mancanza di fondi. Per stare al passo con i tempi, poi, non bastano strumenti elettronici e la dimestichezza con l’inglese (dal prossimo anno nuova materia dei test Invalsi), ma la scuola si deve calare sempre di più nella realtà circostante. Soprattutto per la scuola superiore questo significa un collegamento diretto con il mondo del lavoro: programmi scolastici sempre attuali, possibilità di tirocini in azienda, formazione su misura in base alla domanda di chi assume. Su questo le scuole stanno facendo dei passi avanti, grazie ad accordi siglati tra gli istituti tecnici e professionali e le imprese del territorio, per esempio. Una strada che dovrebbe essere percorsa con ancora più determinazione, senza dimenticare che per gli studenti è importante imparare un mestiere ma anche avere un’adeguata preparazione culturale.

Fonte: http://www.famigliacristiana.it
22 Agosto 2013

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