SIAMO A UN PASSO DALLA MEZZANOTTE
La redazione
Il movimento nonviolento. Flavio Lotti lancia l’allarme sulle lancette dell’”orologio dell’apocalisse nucleare”. “Ma abbiamo perso il senso del pericolo”. “L’intelligenza artificiale sarà la nuova frontiera della deterrenza”.
All’epoca della guerra fredda gli scienziati avevano coniato un’espressione temporale per indicare che eravamo sull’orlo di una guerra nucleare.
All’epoca si disse che mancavano cinque minuti a Mezzanotte. E oggi? “Le lancette dell’orologio dell’Apocalisse sono ormai a un passo da mezzanotte”, spiega Flavio Lotti, storico protagonista del movimento nonviolento in Italia, coordinatore della Tavola della Pace ed organizzatore della marcia PerugiAssisi. “La guerra in Ucraina ha modificato radicalmente lo scenario globale. Il fatto più grave è che la Russia ha cambiato la propria dottrina sull’impiego di armi nucleati, rendendole uno strumento ordinario in caso di attacco al proprio territorio. Ma la domanda è: cosa intende oggi la Russia per “proprio territorio? Solo i confini riconosciuti, o anche le regioni occupate dell’Ucraina?”
Un’escalation silenziosa ma concreta.
“Sì, e il secondo motivo per cui ci avviciniamo alla catastrofe è la miniaturizzazione delle armi nucleari. Anche se il numero complessivo delle testate è diminuito, il potenziale esplosivo e la possibilità d’uso sono aumentati. Le cosiddette armi nucleari tattiche oggi possono essere caricate su un drone e mandate in pochi minuti contro un esercito o una città. Questo di espone a una spirale di escalation allucinante.
La bomba atomica ha cambiato tutto o non è mutato nulla?
“Dopo Hiroshima e Nagasaki, la guerra ha superato un limite che prima sembrava invalicabile. Fino ad allora c’erano regole, convenzioni, un diritto internazionale umanitario costruito tra le due guerre mondiali. La bomba H ha fatto saltare tutto. E anche se dopo si è cercato di rimediare, è stato come cercare di rimettere il genio nella lampada. Non ci siamo riusciti.
Perché oggi non ci sono manifestazioni contro la guerra come in passato?
“Abbiamo perso il senso del pericolo. L società è anestetizzata. Non è solo colpa delle fake news. È un processo lungo, iniziato con la manipolazione del linguaggio. Le nuove generazioni, ma anche molte di quelle precedenti, hanno dimenticato cosa significhi vivere sotto la minaccia della guerra nucleare. Lo stesso accade per il cambiamento climatico. Pochi reagiscono, se non qualche giovane bollato come violento o estremista”.
In Italia c’è ancora una cultura della pace?
“Resiste, più che nel resto d’Europa. A maggio ci sono state tre importanti manifestazioni: due a Roma e una a Marzabotto. Noi della Tavola della Pace siamo già all’opera per preparare la marcia della fraternità del 12 ottobre. Si è parlato sia di Gaza sia dell’Ucraina. Ma sul conflitto ucraino c’è una sottovalutazione impressionante. Eppure, anche Macron, il 14 luglio, ha dichiarato che la Russia avrebbe già pianificato un attacco all’Europa. Una follia. Eppure, nessuna razione popolare. Bruxells, di fronte a tutto questo, propone uno zainetto della sopravvivenza… è grottesco”.
Spesso il movimento pacifista, con l’invito al disarmo, viene additato di disfattismo, una sorta di amico del giaguaro, di quinta colonna del nemico.
“Ogni volta che la coscienza civile occidentale si è fatta sentire, ci hanno accusati di essere al soldo del nemico. È sempre successo. Ma oggi la vera follia è pensare che la guerra sia l’unica soluzione. Se anche fosse vero che la Russia vuole arrivare a Berlino, Parigi, Roma, l’unica risposta razionale sarebbe tentare in ogni modo di scongiurare questo scenario con strumenti politici, non bellici”.
Ma senza un esercito alle spalle, la diplomazia non serve.
“L’Europa ha già eserciti e arsenali tra i più grandi della storia. Spende in armamenti più della Russia. Ha armi nucleari francesi, inglesi e americane distribuite sul territorio europeo, anche in Italia: a Vicenza, ad Aviano. Ma la deterrenza vera, oggi, non si fa con le bombe. Si fa con l’intelligenza artificiale”.
L’intelligenza artificiale?
“L’IA generativa sta modificando radicalmente gli equilibri globali. A Gaza, per esempio, si uccide con strumenti generati e guidati dall’intelligenza artificiale. L’IA individua gli obiettivi, decide chi colpire. Lo hanno scoperto pochi giornalisti israeliani ancora liberi di fare il proprio mestiere. E lo stesso avviene in Ucraina. Gaza è un laboratorio per l’industria israeliana della sicurezza, che poi vende queste tecnologie in tutto il mondo”.
E intanto l’Europa compra armi e gas dagli Stati Uniti.
“Esatto. Non stiamo costruendo un esercito europeo. Ci leghiamo mani e piedi a chi ci dice: “occhio che potreste restare da soli”. Invece di costruire la nostra sicurezza, rinunciamo alla nostra indipendenza strategica”.
Cosa rischiamo davvero?
Il pericolo più grande oggi è che tutto ci venga presentato come normale, inevitabile, persino “male minore”. Ma la vera corsa al riarmo oggi è sull’IA. Chi controllerà l’intelligenza artificiale avrà in mano il potere. E l’Europa sta rinunciando a questa partita”.
Nel mondo cattolico chi aveva capito tutto prima degli altri?
Padre Ernesto Balducci. È stato uno dei primi a comprendere le implicazioni dell’ingresso della bomba atomica nella storia dell’umanità. La Pacem in Terris di Giovanni XXIII è stato il primo grande allarme lanciato dalla Chiesa. E oggi basterebbe rileggerla. Ma dobbiamo aggiornare la nostra coscienza: l’intelligenza artificiale ha un potenziale distruttivo pesino superiore alla bomba atomica”.
Articolo a cura di Francesco Anfossi
“L’eco di Bergamo”






