PerugiAssisi: una marcia per la pace, la giustizia e la legalità internazionale!
Luca Liverani
Ecco un bell’articolo che avremmo voluto leggere nelle prime pagine di molti quotidiani!
Un fiume di persone ininterrotto tra Perugia ad Assisi. La Marcia della Pace 2025 si chiude con una partecipazione straordinaria, a conclusione della mobilitazione delle piazze italiane. Una manifestazione immensa, per chiedere la fine del massacro di Gaza, così come di tutte le guerre, dall’Ucraina al Sud Sudan alla Repubblica Democratica del Congo. «ֿUna partecipazione che non si vedeva dal 2001, dopo l’invasione dell’Afghanistan seguita all’attacco alle Torri gemelle. Oltre 200 mila persone», è la stima di Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi.
A confermare l’importanza di questa edizione anche la presenza dei leader politici del “campo largo”: Elly Schlein del Pd, Giuseppe Conte del M5s, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. C’è anche il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini e rappresentanze di Cisl e Uil. In un mare di bandiere arcobaleno e di mille associazioni, movimenti, gruppi.
Una manifestazione lunga 24 chilometri, partita alle 9 dai Giardini del Frontone e arrivata alla 15 alla Rocca della città di San Francesco. Alla Marcia della pace che parte da Perugia si aggiungono, strada facendo, le persone arrivate coi treni, i pullman, le auto a Ponte San Giovanni, Bastia Umbra, Rivotorto, Santa Maria degli Angeli. Donne, uomini, giovani da tutta Italia. Delegazioni da 35 paesi del mondo.
E tanti bambini: 2000 sono solo quelli che hanno partecipato alla prima “Marcia della pace dei bambini”, prosecuzione ideale dalla prima Giornata mondiale dei bambini voluta da Papa Francesco nel 2024. Accompagnati dai loro insegnanti, hanno percorso un tratto della Marcia della pace, camminando da Bastia Umbra a Santa Maria degli Angeli. Con loro anche padre Enzo Fortunato, presidente del Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei bambini. E quando la Marcia arriva ai piedi di Assisi c’è chi srotola sui campi la bandiera della pace più lunga del mondo: 500 metri di arcobaleno a sette colori.
Ad aprire il corteo dalla partenza è lo striscione con una sola parola che sintetizza lo spirito più autentico della Perugia Assisi: «Fraternità». E dal palco, all’arrivo, l’arcivescovo di Assisi Domenico Sorrentino legge il messaggio di Leone XIV al popolo della pace, in cui il Papa «auspica che la manifestazione sostenga l’impegno degli organismi internazionali in favore di soluzioni rispettose dei diritti di ciascuno e capaci di creare condizioni necessarie perché finalmente all’odio subentri l’amore e all’offesa il perdono».
Perché Marcia della pace ormai è una definizione riduttiva. «Chiamatela marcia della giustizia, della legalità, del diritto internazionale», grida nel megafono Flavio Lotti: «Oggi la pace – aggiunge – ha almeno cinque nemici: i killer, i loro complici, gli indifferenti, i cinici e poi ci sono gli ipocriti, quelli che dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. Siamo qui e siamo felici, ma abbiamo ancora dolore dentro di noi. Questo di questa sera vuole essere un grido. Papa Francesco aveva detto che dobbiamo fare rumore, non ne abbiamo fatto abbastanza».
A dare il via alla giornata della Marcia, all’alba, era stata la messa nell’abbazia di San Pietro a Perugia. In una chiesa gremita di scout e marciatori l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve-Ivan Maffeis celebra assieme al missionario comboniano padre Alex Zanotelli. L’Arcivescovo che la sera di sabato, nella cattedrale perugina, ha guidato la veglia ecumenica assieme a rappresentanti ortodossi, valdesi e protestanti. Con la testimonianza dell’ex Custode di Terrasanta, padre Francesco Patton, e il ringraziamento sindaco di Betlemme Maher Nicola Canawati, la cui partenza è stata possibile solo grazie all’intervento dei diversi consoli della città. Dopo tre ore di fermo in aeroporto, che gli hanno fatto perdere il volo costringendolo ad acquistare un nuovo biglietto.
Una veglia che ha chiuso i tre giorni dell’Assemblea dell’Onu dei popoli, cominciata giovedì, che ha visto le testimonianze delle delegazioni straniere, dei sindaci della Rete degli enti locali per la pace – tra cui la presidente delll’Umbria Stefania Proietti, della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, i sindaci di Perugia Vittoria Ferdinandi e di Assisi Valter Stoppini – degli europarlamentari Marco Tarquinio, Dario Tamburrano e Cecilia Strada. E i responsabili delle tante organizzazioni della società civile che non si rassegnano a un mondo di disuguaglianze e violenze: Acli, Anpi, Associazione Papa Giovanni XXIII, Articolo 21, Fnsi, Emergency, ResQ, Open Arms, Baobab, Stop Rearm Europe, Centro Diritti Umani Antonio Papisca, Banca Etica.
A chiudere il raduno alla Rocca di Assisi è Francesca Albanese.
La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati esprime tutta la sua preoccupazione perché «nel piano di pace proposto da Trump e Netanyahu ci sono troppi assenti. Anzitutto i palestinesi, cooptati da tecnocrati. Dove sono? Dove è la Cisgiordania e dove è la giustizia?».
Due le immagini conclusive della grande manifestazione per la pace: i rocciatori di Greenpeace che si calano dalle mura della Rocca dispiegando lo striscione “Fermiamo il genocidio a Gaza”. E l’arcobaleno, quello vero, che spunta a sorpresa nel cielo limpido di Assisi.
Luca Liverani, giornalista
Domenica, 12 ottobre 2025




