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Chiediamo al governo Italiano e anche ai governi Europei il rilascio di visto di ingresso per richiedenti asilo politico Eritrei
QUANDO
Data e ora di inizio: 05.10.2007 - 08.00
Data e ora di fine: 08.10.2007 - 24.00
Tutta la giornata: SI
COSA
Tipo di evento: Sciopero della fame
DESCRIZIONE
Gentili Sig.re e Sig.ri,
Ci giungono richieste di aiuto dai 600 eritrei detenuti nel carcere di Misratah da 1anno 4 mesi, 5 donne incinte, 60 bambini alcuni nati dentro la struttura carceraria, in condizioni igenico sanitari pessime, tanti di loro si stano ammalando di tbc, e malattie della pelle, infezioni per le donne costrette a partorire nel carcere assistite solamente da altre detenute come loro, totale assenza di assistenza medica, bambini con problemi nel apparato respiratorio, con tendenza asmatici.Ce scarssita di acqua pottabile, 3 barili di acqua per 600 persone.
Ultimamente si parla di altri 160 eritrei che verrano portati nel carcere di Misratah, questo voldire che agravera la situazione di vivibilità che ha già superato il limite, risultato varie persone amalate, cattivi odori, di notte fredo dato che si dorme nel pavimento.
Chiedono l' intervento della Comunità Europea, a finché faccia pressione sul governo libico per liberare queste persone, tutti sono richiedenti asilo politico, ma sul posto non ci sono organizzazioni o ambasciate dei paesi Europei dove presentare la richiesta di asilo politico.Il tentativo dell'UNHCR di spingere che i paesi europei concedano visto di ingresso regolare per richiedenti asilo politico, attendiamo speranzzosi, che la lotta all'ingresso di clandestini comprenda anche canali regolari di ingresso dei richiedenti asilo politico.
Ciò che stanno vivendo loro in totale violazioni dei diritti umani e civili, frutto anche della politica di esternazlizazione dei confini dell'Europa, senza offrire alternative per chi fugge da dittature come quella dell'Eritrea oggi, in fatti lunica colpa di queste 600 persone detenute in carcere nella località di Misratah, e quello di essere fuggiti dalla dittatura eritrea.
Chiediamo al governo Italiano di adoperarsi per una soluzione positiva, di questi cittadini eritrei in carcerati in Libia.
Ci giungono richieste di aiuto dai 600 eritrei detenuti nel carcere di Misratah da 1anno 4 mesi, 5 donne incinte, 60 bambini alcuni nati dentro la struttura carceraria, in condizioni igenico sanitari pessime, tanti di loro si stano ammalando di tbc, e malattie della pelle, infezioni per le donne costrette a partorire nel carcere assistite solamente da altre detenute come loro, totale assenza di assistenza medica, bambini con problemi nel apparato respiratorio, con tendenza asmatici.Ce scarssita di acqua pottabile, 3 barili di acqua per 600 persone.
Ultimamente si parla di altri 160 eritrei che verrano portati nel carcere di Misratah, questo voldire che agravera la situazione di vivibilità che ha già superato il limite, risultato varie persone amalate, cattivi odori, di notte fredo dato che si dorme nel pavimento.
Chiedono l' intervento della Comunità Europea, a finché faccia pressione sul governo libico per liberare queste persone, tutti sono richiedenti asilo politico, ma sul posto non ci sono organizzazioni o ambasciate dei paesi Europei dove presentare la richiesta di asilo politico.Il tentativo dell'UNHCR di spingere che i paesi europei concedano visto di ingresso regolare per richiedenti asilo politico, attendiamo speranzzosi, che la lotta all'ingresso di clandestini comprenda anche canali regolari di ingresso dei richiedenti asilo politico.
Ciò che stanno vivendo loro in totale violazioni dei diritti umani e civili, frutto anche della politica di esternazlizazione dei confini dell'Europa, senza offrire alternative per chi fugge da dittature come quella dell'Eritrea oggi, in fatti lunica colpa di queste 600 persone detenute in carcere nella località di Misratah, e quello di essere fuggiti dalla dittatura eritrea.
Chiediamo al governo Italiano di adoperarsi per una soluzione positiva, di questi cittadini eritrei in carcerati in Libia.
Mussie Zerai
agenzia_habeshia@yahoo.it
agenzia_habeshia@yahoo.it
DOVE
Roma (RM) -
CHI
Promotori: Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo
Telefono: 3384424202
mail: agenzia_habeshia@yahoo.it
Sito: http://habeshia.blogspot.com
D’Alema dice che l’Italia spende poco per le armi. Che ne pensi?
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La Marcia continua. Di città in città!
Martedì 21 settembre 2010, Giornata Internazionale dell’Onu per la pace, prenderà avvio un nuovo anno d’impegno comune per la costruzione di una cultura e di una politica di pace. Contro la violenza, l’indifferenza e la rassegnazione. Un anno che ci deve aiutare a costruire più responsabilità e libertà per tutti. Ecco cosa ti proponiamo di fare insieme.
Contro la legge Balilla
Il suo vero nome è “legge Balilla” e porta la firma congiunta di ben tre ministri: La Russa (Difesa), Meloni (Giovani) e Tremonti (Economia). Obiettivo? Organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani. Costo previsto per i primi tre anni di sperimentazione: 20 milioni di euro. Niente male per essere tempo di crisi.
E' tempo di tagliare le spese militari!
Flavio Lotti: "E' tempo di cambiare il modo di spendere i nostri soldi. E di costruire un nuovo sistema di sicurezza che metta al centro la sicurezza umana, la sicurezza delle persone e non più la mera difesa di confini e di interessi nazionali sempre più incerti".
Parlino le città!
Chiedi al tuo comune di impegnarsi per la pace in Medio Oriente aderendo al programma "100 città per la pace in Medio Oriente". Scarica la delibera degli Enti Locali per la pace e i diritti umani.
05.07.2010
Senigallia 2010 - 2 e 3 luglio - Seminario nazionale della Tavola della pace
Il 2 e 3 luglio si è svolto il 28° Seminario nazionale della Tavola della pace "Contro la crisi più grande" per progettare la strada che vogliamo fare insieme fino alla Perugia-Assisi del 25 settembre 2011.
12.07.2010
Senigallia 2010 - Verso la prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi
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Array06.07.2010
Senigallia - Intervento di Luciano Corradini, Professore Emerito di Pedagogia Generale
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