• testo grande
  • testo medio
  • testo piccolo
youtube facebook twitter flickr
cosa c'è di nuovo
Invia Ora
aiutaci
<< Luglio 2010 >>
L M M G V S D
      1Venezia, PLANETARIA 2010: Abitare il Territorio da Cittadini del Mondo 2Senigallia: Contro la crisi più grande, 28 Seminario Nazionale della Tavola della pace 3Senigallia: Contro la crisi più grande, 28 Seminario Nazionale della Tavola della pace 4
5Roma, Convegno: Agenda europea del digitale 6 7 8 9Milano: Caffè Europa 10Repubblica di San Marino, 4° Maratonina del Titano - Trofeo Michele Zafferani, gara di handbike
Torino: Segmenti neri di una dipendenza
Livorno - Cecina Mare: XVI Meeting Internazionale Antirazzista ARCI
11Livorno - Cecina Mare: XVI Meeting Internazionale Antirazzista ARCI
12Milano, II Edizione del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo 13Milano, II Edizione del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo 14Firenze, iniziativa pubblica: Pomigliano non si arrende! 15Livorno - Cecina Mare: XVI Meeting Internazionale Antirazzista ARCI
Livorno - Cecina Mare: XVI Meeting Internazionale Antirazzista ARCI
16Livorno - Cecina Mare: XVI Meeting Internazionale Antirazzista ARCI 17Vicenza, il 17 luglio apre il nuovo locale della Cooperativa Insieme 18Pinerolo (TO), Sahrawi ? Palestina: Due Popoli in lotta per la propria terra
19 20Roma, presentazione ricerca Osservatorio Carta di Roma - ultimo semestre 21Roma, Conferenza internazionale: Crisi umanitaria, diritti del lavoro, scenari e soluzioni politiche per uscire dal conflitto e dalla spirale di violenza che impediscono la soluzione di pace in Medio Oriente
Roma, iniziativa, Viaggio nell?esclusione sociale: le politiche nazionali e locali di contrasto alla povertà e alle marginalità
22Salerno, assemblea pubblica: CASA ? SALUTE ? LAVORO 23 24 25Udine, giornata conclusiva della 13 Festa d'Estate a S. Osvaldo
26 27 28 29 30 31

Bookmark and Share
04.03.2010

Razzismo: il 45% dei giovani è xenofobo

Presentata alla Camera dei deputati un'indagine commissionata dalle Regioni. Dati allarmanti. Solo il 40% dei ragazzi intervistati mostra un atteggiamento di apertura nei confronti degli immigrati.

Articolo di: Il Tempo.it
Foto di Floriana Lenti

       

Il razzismo è tutt'altro che estirpato dai giovani. Quasi la metà dei giovani italiani sono apertamente razzisti e xenofobi, e solo il 40% si dichiara "aperto" alle novità e alle nuove etnie che popolano il nostro paese.
E' il dato sconfortante che emerge dall'inchiesta "Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti", uno studio che ha coinvolto oltre 2.000 ragazzi tra i 18 e i 29 anni, effettuato dall'istituto di ricerche SWG per la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome, che è stata presentata questa mattina a Montecitorio nell'ambito delle iniziative del nuovo osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo.

L'universo giovanile nostrano, si legge nel rapporto, si spacca nettamente in due aree: da un lato il fronte aperturista, che include quasi il 40% degli intervistati, in cui troviamo almeno tre agglomerati valoriali, tre clan: gli "inclusivi" (che sono il 19,4% dei giovani), i "tolleranti" (che sono il 14,7% dei ragazzi e delle ragazze) e gli "aperturisti tiepidi" (che sono il 5,5%). Sul versante opposto abbiamo l'area di quelli piu' chiusi, respingenti, l'area degli escludenti. Qui troviamo collocato il 45% dei giovani italiani, suddivisi in tre gruppi valoriali, in tre clan: i Romeno-rom-albanese fobici (che sono il 15,3% dei giovani), gli xenofobi per elezione (che sono il 19,8% dei giovani) e gli improntati al razzismo (che sono il 10,7%). In mezzo alle due aree si colloca un ulteriore clan, i mixofoci, che sono il 14,5% dei giovani. Gli inclusivi sono il clan pienamente aperturista verso gli immigrati, sono disponibili verso le posizioni altrui e riescono ad accettare serenamente le idee divergenti.


Sono soprattutto ragazze (55,3%), persone tra i 22 e i 25 anni e residenti nelle Isole, al Sud e al Centro. Ad un gradino di capacità aperturista leggermente inferiore troviamo i "tolleranti" (14,7%), sono un pò piu' freddi e calmierati rispetto agli inclusivi. L'ultima fetta della schiera aperturista, gli "aperturisti tiepidi", è composta da giovani decisamente antirazzisti (il 71% ritiene assolutamente inaccettabile qualunque atteggiamento discriminatorio), ma con forme più caute, piu' trattenute. A metà dell'asse immaginaria che va dalla massima inclusione alle forme più marcate di esclusione, troviamo i "mixofobici". Si tratta del gruppo mediano in cui convergono i giovani che non sono del tutto proiettati verso la chiusura, ma che non denotano nemmeno evidenti segnali aperturisti. Sono persone che non hanno deciso "da che parte stare": non ripudiano la contaminazione, non la contrastano apertamente, ma neanche la ricercano.

L'area escludente, come quella aperturista, ha una propria gradazione interna, una scala di avversione che scorre fino a posizioni di chiara marcatura razzista. In questa area, che raccoglie il 45% dei giovani, ritroviamo tre clan. Il primo è costituito dai "romeno-rom-albanese fobici" che, come indica chiaramente il nome, si scagliano contro un target ben preciso. Pur non provando particolare simpatia per diverse etnie, la loro intolleranza prende di mira più direttamente rumeni, rom e albanesi. Verso questi popoli hanno una vera e propria ossessione, ma riescono a convivere con altre appartenenze o, quantomeno, a dimostrare una certa indifferenza. Questo è l'unico clan, fra quelli dell'asse dell'esclusione, in cui la maggioranza e' costituita da ragazzi (56%). Per lo più i romeno-rom-albanese fobici sono giovani "maturi", tra i 26 e i 29 anni, residenti nel Nordovest e al Centro Italia, sono diplomati e vivono in famiglie benestanti. Seguono gli "xenofobi per elezione".


Si tratta del clan giovanile più grande, che comprende quasi il 20% degli intervistati. L'atteggiamento predominante è quello di negazione netta di tutti gli immigrati, senza distinzioni particolari. Si sentono fortemente italiani. Sono il clan che marca di più questo universo identitario. Non esprimono forme di odio violente. La cosa che più conta è che le altre etnie se ne stiano lontane, possibilmente fuori dai confini nazionali. Gli adepti di questo clan sono perlopiu' maschi sotto i 21 anni. L'ultimo clan è quello degli "improntati al razzismo". E' il più piccolo dell'area escludente (10,7%) ma il piu' estremo. Per i componenti di questo gruppo, infatti, non esistono razze etnie accettabili. Tutti, tranne europei ed italiani, sono da considerarsi antipatici. Tra gli improntati al razzismo troviamo forme di ostentazione di superiorità, un persistente bisogno di potenza, atteggiamenti apertamente omofobici, spinte antisemitiche, convinzione dell'inferiorita' delle donne.


In sostanza, rifiuto e fastidio per tutto ciò che è diverso. Il clan degli improntati al razzismo, rispetto a quello degli xenofobi per elezione, si distingue non solo per l'intensità estremizzata delle proprie posizioni, ma anche per la sua capacità di produrre un vero e proprio modo di essere nella società, per la sua tendenza a essere una comunità, per quanto chiusa e ristretta. Ci troviamo di fronte a un agglomerato che sviluppa un forte senso di appartenenza, che ha trovato nella rete il proprio ambito di espressione e riconoscimento, ancor prima che il proprio megafono.

Fonte: Il Tempo

febbraio 2010

Documenti collegati

Leggi tutte le news

D’Alema dice che l’Italia spende poco per le armi. Che ne pensi?

Si è votato dal 07.07.2010 al 21.07.2010

> Leggi i risultati

La Marcia continua. Di città in città!

Martedì 21 settembre 2010, Giornata Internazionale dell’Onu per la pace, prenderà avvio un nuovo anno d’impegno comune per la costruzione di una cultura e di una politica di pace. Contro la violenza, l’indifferenza e la rassegnazione. Un anno che ci deve aiutare a costruire più responsabilità e libertà per tutti. Ecco cosa ti proponiamo di fare insieme.


Contro la legge Balilla

Il suo vero nome è “legge Balilla” e porta la firma congiunta di ben tre ministri: La Russa (Difesa), Meloni (Giovani) e Tremonti (Economia). Obiettivo? Organizzare corsi di formazione delle Forze Armate per i giovani. Costo previsto per i primi tre anni di sperimentazione: 20 milioni di euro. Niente male per essere tempo di crisi.


E' tempo di tagliare le spese militari!

Flavio Lotti: "E' tempo di cambiare il modo di spendere i nostri soldi. E di costruire un nuovo sistema di sicurezza che metta al centro la sicurezza umana, la sicurezza delle persone e non più la mera difesa di confini e di interessi nazionali sempre più incerti".


Parlino le città!

Chiedi al tuo comune di impegnarsi per la pace in Medio Oriente aderendo al programma "100 città per la pace in Medio Oriente". Scarica la delibera degli Enti Locali per la pace e i diritti umani.