08.09.2008
Cittadini nonviolenti, istituzioni violente
I “Beati i costruttori di pace” rilasciano le proprie dichiarazioni a seguito degli scontri tra forze dell’ordine e alcuni esponenti del movimento “No Dal Molin”, avvenuti sabato 6 settembre nella città del Palladio. Guarda i video nella sezione VideoGallery.
Foto di www.wikipedia.it
Il 6 settembre, alcune persone del movimento "No Dal Molin" sono state picchiate dalle forze dell'ordine e portate in ospedale in ambulanza. Cinque persone sono state fermate.
Il primo pensiero è di solidarietà ai feriti ed ai fermati. Siamo vicini agli uomini e alle donne che continuano a tenere alta l'attenzione, agendo sempre con i principi della nonviolenza. L'azione alla quale partecipavano, con tanto di autorizzazione di Comune e Questura, rientra a pieno nella storia delle grandi iniziative popolari e nonviolente: la creatività, la volontà di parlare alle coscienze da un punto di debolezza fisica ma di grande forza morale. Abbiamo già avuto modo di dire agli attivisti vicentini che abbiamo con loro un debito di gratitudine. Grazie perché non vi siete rassegnati. Grazie perché da subito avete scelto la lotta nonviolenta. Grazie perché avete aperto gli occhi a tutti noi. La lotta che portate avanti a Vicenza è in realtà in nome di tutti gli italiani!
Il secondo pensiero, però, è uno di grave preoccupazione. Ci preoccupa moltissimo questo cambiamento nell'atteggiamento della polizia. Abbiamo da tutta Italia partecipato alle manifestazioni più grandi e importanti a Vicenza e sempre eravamo rimasti favorevolmente colpiti dal senso di responsabilità ed equità dimostrato in quella città dalle forze dell'ordine. Cos'è cambiato? E proprio adesso che si avvicina la data della consultazione democratica indetta dall'Amministrazione comunale!
La scelta dell'Amministrazione comunale di indire una consultazione popolare è un segnale alto di vera volontà democratica. Diventerà un esempio da seguire in tutte quelle realtà dove si tratta di prendere decisioni importanti che riguardano il futuro delle nostre comunità, ne siamo certi. Ma è necessario rispettare con lealtà le regole della convivenza civile, "garantire la libertà di tutti" come ebbe a dire il Questore Giovanni Sarlo, quando arrivò a Vicenza qualche mese fa. L'episodio di ieri non va in quella direzione. Non possiamo fare a meno di domandarci se la scelta di usare la violenza, i manganelli, i calci, gli insulti contro i cittadini vicentini sia stata presa localmente, o se non indichi piuttosto una linea imposta dall'esterno.
Tutti gli italiani che hanno a cuore la vita democratica e il rispetto della carta costituzionale chiedono con forza una spiegazione. Cosa si nasconde dietro la violenza di sabato?
E' stata una ferita inferta al percorso di partecipazione democratica, alle decisioni che riguardano la comunità. Ci auguriamo che le istituzioni riescano presto a fare chiarezza sull'accaduto, per poter ripartire con il piede giusto, affinché le vicentine ed i vicentini possano proseguire il cammino verso l'appuntamento del 5 ottobre con serenità e lealtà e continuino il loro impegno ammirevole, sostenuto da un grande senso di responsabilità verso la comunità tutta intera.
Fonte: Beati i costruttori di pace
Padova, 7 settembre 2008
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